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E’ un SI quello della Commissione Europea al Prosek croato.

E’ di poche ore fa la notizia che la Commissione Europea darà l’OK alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue della domanda di registrazione della menzione tradizionale “Prosek” da parte delle autorità croate.

In seguito all’interrogazione parlamentare dell’eurodeputata della Lega Mara Bizzotto, la risposta dell’esecutivo non si è fatta attendere.

“Di fronte a questa folle decisione della Ue – si legge in una nota di Bizzotto – siamo pronti alle barricate per difendere in ogni modo e in ogni sede il Prosecco Made in Italy perché deve essere chiaro a tutti che l’unico vero prosecco è quello prodotto nelle nostre terre. Nei prossimi 2 mesi, che rappresentano i termini temporali per presentare ricorsi e obiezioni prima della decisione finale della Commissione Ue noi della Lega e tutto il nostro territorio porteremo avanti una battaglia campale per difendere la tipicità e la qualità del nostro Prosecco e il lavoro di migliaia di aziende”. 

Prosecco italiano Vs Prosek croato

Poco più di 2 mesi fa la diatriba tra Prosecco e Prosek aveva preso piede: durissime erano state le parole di Paolo De Castro, coordinatore del Gruppo S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo, che era stata indirizzata al commissario all’Agricoltura Ue, Janusz Wojciechowski, ma che evidentemente è caduta nel vuoto.

“Non possiamo tollerare che la denominazione protetta ‘Prosecco’, una delle più emblematiche a livello Ue, diventi oggetto di imitazioni e abusi, in particolare nell’Unione europea – scrive De Castro -. Di fronte alla richiesta di tutela di una menzione, Prosěk, che altro non è se non la traduzione del nome ‘Prosecco’ bisogna ricordare che il regolamento Ue sull’Organizzazione comune dei mercati agricoli stabilisce che le denominazioni di origine e indicazioni geografiche protette devono essere tutelate da ogni abuso, imitazione o evocazione”.

Anche Unione Italiana Vini  si era immediatamente schierato in merito alla questione del Prosek croato, diramando un comunicato stampa in cui palesava tutte le preoccupazioni legate al caso.

Queste le parole del segretario generale Uiv, Paolo Castelletti: “La normativa europea è chiara: non possono essere riconosciuti nomi di menzioni tradizionali – come il ‘Prosek’ – omonimi di nomi di Dop/Igp europee che potrebbero indurre in errore il consumatore circa la natura, la qualità o la vera origine del prodotto. Preoccupa – ha aggiunto Castelletti – che tale tentativo avvenga mentre proprio la stessa Commissione europea sta negoziando un accordo di libero scambio con l’Australia, chiedendo l’interdizione del Prosecco australiano, dopo aver con fatica ottenuto la protezione in altri accordi”.

Il Ministro Patuanelli, contemporaneamente, aveva fatto sapere di essersi attivato presso la Commissione europea in opposizione formale alla domanda di registrazione di menzione tradizionale del prodotto croato.

Evidentemente gli sforzi sono stati inutili.

Prosecco: quanto vale il mercato

Sono oltre 620 milioni le bottiglie prodotte dalle tre Do del Prosecco; di queste, 370 milioni sono destinate ai paesi esteri. Complessivamente il mercato vale 2 miliardi di euro di fatturato annuo di cui un miliardo all’estero (2020), ovvero il 16% sul totale export italiano.

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