Prosecco Rosé, a Capodanno stapperemo le prime bottiglie

Via libera dalla UE alle nuove bollicine. “Con questa offerta il Prosecco si prepara a catturare un nuovo mercato” sottolinea Coldiretti

Sarà un brindisi di un colore diverso quello che ci attende il prossimo Capodanno. L’Unione Europea, infatti, ha dato via libera al nuovo Prosecco rosè tramite la comunicazione di approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione.

“Gentilissimi produttori, con l’approvazione in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea C 362 del 28 ottobre 2020, si è concluso il percorso comunitario per il riconoscimento della tipologia rosé, pertanto, da ora, sarà possibile esportare e commercializzare il Prosecco DOC rosé anche nei mercati esteri.” comunica il Consorzio di tutela della Doc Prosecco ai propri soci, mentre il Presidente Stefano Zanette sottolinea: “dei 486 milioni di bottiglie prodotte, circa il l’80% di esse prende la via dell’export e grazie al riconoscimento europeo, si stima che le vendite troveranno maggiore stimolo e vigore in questo ultimo trimestre del 2020. Mi congratulo con quei produttori che si sono dimostrati prontissimi ad afferrare questa opportunità, impegnandosi fin da subito per non farci cogliere impreparati”

Un’ottima notizia per la denominazione che arriva dopo diversi step, come l’approvazione del Mipaaf lo scorso giugno (Arriva il Prosecco Rosé, via libera dal Mipaaf) e che permette al mondo del vino italiano di arricchirsi con un nuovo prodotto. “Con la nuova offerta il Prosecco si prepara a catturare un nuovo mercato che ha avuto negli ultimi anni una interessante crescita anche sui mercati esteri” sottolinea Coldiretti, che ricorda anche come il Prosecco sia oggi il vino più esportato al mondo, con un valore di 533 milioni di euro nei primi sette mesi del 2020.

Le prime bottiglie potranno essere stappate proprio entro la fine dell’anno, con l’obiettivo, segnala ancora Coldiretti “del 10% della produzione, ovvero 50 milioni di bottiglie di Prosecco Rosé da immettere sul mercato”. D’altronde, le nuove bollicine rosate avevano già fatto il loro debutto online durante un webinar organizzato da Coldiretti Veneto, riscuotendo grande successo tra gli importatori collegati da tutto il mondo (Export:debutto online per il Prosecco Rosé). Il prossimo obiettivo è conquistare i winelovers.

I complimenti arrivano anche da Unione Italiana Vini, con il segretario generale Paolo Castelletti che afferma: “Il ‘Prosecco spumante rosé’ sarà determinante per la conquista della leadership italiana nella tipologia. Il Prosecco rosè si presenta ai nastri di partenza forte di un brand globale in grande crescita sul segmento popular premium. La prospettiva è che possa rappresentare il futuro driver mondiale della tipologia ‘sparkling rosé’, che è attesa a una produzione mondiale nel 2021 di 160 milioni di bottiglie. Per questo non possiamo che apprezzare e condividere la scelta del Consorzio Prosecco e dei produttori della Doc italiana più esportata al mondo”.

Un po’ di numeri. Secondo l’Osservatorio Uiv, lo spumante rosato condensa in un unico prodotto le potenzialità dei due grandi fenomeni mondiali degli ultimi anni: da una parte gli sparkling, che dal 2002 sono passati da 2 a 3 miliardi di bottiglie consumate nel mondo, e dall’altra i vini rosati, che hanno registrato un incremento di 600 milioni di bottiglie (da 2,2 a 2,8 miliardi). Il Veneto già in epoca ‘pre-Prosecco rosè’ (2019) rappresentava il 78% della produzione nazionale di spumanti rosati, grazie ai precursori della nuova categoria della Doc. A seguire, tra le denominazioni, il Franciacorta rosato (1,8 milioni di bottiglie) e il Trento Doc rosato (1,1 milioni).

Potrebbe interessarti anche:

Related Posts

Ultimi Articoli