Prosecco Doc: nuovi impianti bloccati fino al 2017

La linea dura del Consorzio Prosecco Doc approvata dalla Regione

Primo piano Presidente Zanette il giorno della nominaAncora tre anni di stop per l’impianto di nuove vigne nella Doc Prosecco; l’impegno del giovane Consorzio di Tutela ha avuto la meglio nella difficile decisione di “contingentare” i vigneti Glera, essendo stato proprio ieri appoggiato ufficialmente dalla Giunta Regionale.

Una battaglia, quella portata avanti dal Consorzio, per la salvaguardia di una denominazione che, come afferma il Presidente Stefano  Zanette, “nasce nel 2009 in risposta all’ esigenza di blindare la zona di produzione all’ interno di un’area ben circoscritta”.

Una decisione sofferta,  che non ha mancato di provocare malcontenti da parte di tutti quei produttori che avrebbero preferito, dato l’indiscusso successo del vino, ampliare il loro campo d’azione. Per questo, come image001 (1)riferisce ancora Zanette “…il Consorzio si è  fatto carico di informare e coinvolgere tutta la filiera al fine di arrivare ad una decisione il più possibile condivisa nella consapevolezza che un sacrificio nell’ immediato avrebbe significato un maggior vantaggio nel medio-lungo periodo…” . Una scelta un pò controcorrente quella del Consorzio che, dal 2009 ad oggi, sta lavorando in un unico senso: quello di garantire al consumatore finale l’elevata qualità delle bottiglia e bicchiereproprie bollicine. Fondamentale in questo, l’azione di stoccaggio delle bottiglie, ovvero l’accantonamento di una percentuale della produzione annua per evitare oscillazioni e tensioni di mercato, garantendo stabilità per operare sui mercati esteri.

Ed è proprio all’ estero che è rivolta l’attenzione di Consorzio e produttori di Prosecco Doc, non solo agli storici mercati di Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti, ma anche ad un Nord Europa in cui la richiesta è raddoppiata, se non addirittura triplicata.

Questi gli interessanti dati forniti dal Consorzio, relativi all’export di Prosecco Doc e Docg del  primo trimestre 2014:

  • UK: +44.9%
  • Germania: +22.6%
  • USA: +40.6%
  • Austria: +109.8%
  • Belgio  + 46, 0%
  • Svezia  + 74,3%
  • Norvegia  + 153,5%
  • Francia  + 32,4%
  • Spagna  + 89,9
  • Irlanda  + 68,1

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