2014: calo sensibile della produzione agricola. Solo questione di meteo?

Riflessioni a cuore aperto sull’annata che ha piegato le colture e gli alimenti della dieta mediterranea.

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Il meteo instabile di quest’annata strana ha messo in ginocchio un po’ tutte le colture e gli alimenti base della dieta mediterranea. Lo ha reso noto Coldiretti, dopo un’analisi che è stata presentata qualche giorno fa durante la tradizionale Giornata del ringraziamento, in cui di solito viene fatto il bilancio agricolo dell’anno. Al calo produttivo hanno fatto seguito anche i maggiori costi per la difesa delle colture e lo stravolgimento nei consumi, con dirette ripercussioni sulle tavole italiane.
Il calo di più sensibile lo ha subito l’olio, con un 35% in meno, mentre il vino si assesta mediamente sul -15%. Il grano duro destinato alla pasta è calato del 4% e anche il raccolto ortofrutticolo ha accusato inevitabilmente gli sbalzi del maltempo.
Ma la situazione, sottolinea Coldiretti, non riguarda certo solo il nostro Paese: “la produzione mondiale di vino si dovrebbe attestare attorno ai 271 milioni di ettolitri, con un calo del 6 per cento”, mentre anche qui ancora più grave è la situazione per l’olio, dove il calo stimato a livello mondiale è del 19%, con un dimezzamento dei raccolti in Spagna.
Tra percentuali non proprio incoraggianti, arriva però anche un altro dato su cui riflettere, ovvero la dipendenza dell’Italia dalle produzioni estere. Ad esempio per quello che riguarda il grano.
Ecco il monito chiaro di Coldiretti: “è allarme anche per la produzione italiana di pasta, a causa dell’eccessiva dipendenza dell’industria nazionale per l’acquisto di grano duro dall’estero, da dove arriva circa il 40% del fabbisogno perché non si è avuta la lungimiranza di investire sull’agricoltura nazionale”.
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In Italia i raccolti di frumento duro hanno avuto una flessione leggera (-4%) contro il 10% dell’Unione Europea e un vero e proprio crollo (-27%) in Canada, che allo stato attuale è il più grosso fornitore dell’Italia.
Va bene dare la colpa al meteo, ma gli spunti di analisi e autocritica non possono finire lì…

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