Piemonte: dalla Regione la proposta di un tavolo permanente per l’enologia

Dall’incontro organizzato dall’Osservatorio Permanente sui Prezzi dei Vini di Confindustria Cuneo, in Piemonte nasce l’esigenza di una cabina di regia dedicata all’enologia di qualità.

La Regione convocherà un tavolo permanente per il settore vino di tutto il Piemonte, per mettere in campo azioni e strategie coordinate per uscire dalla crisi generata dalla pandemia, parlando anche di agricoltura 4.0″.

Come riportato da Ansa, è intervenuto così l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Marco Protopapa, durante la tavola rotonda dello scorso 28 gennaio intitolata “Vino e mercati-Posizionamento e politiche a sostegno”.

Il confronto online, promosso dall’Osservatorio Permanente sui Prezzi dei Vini (Wpo-Wine Permanent Observer) di Confindustria Cuneo, ha dato vita ad un proficuo dibattito tra le aziende vitivinicole della Regione che hanno basato le proprie osservazioni sull’oggettività dei dati raccolti dall’Osservatorio riguardo alla vendemmia 2020. 

Tra gli obiettivi emersi durante il dibattito, c’è la necessità di migliorare la redditività complessiva del settore a favore degli operatori del territorio attivi nel campo dell’enologia, dai produttori di uva ai trasformatori; investire sulla formazione di professionalità nell’ambito del marketing e della promozione. E ancora: dar vita a una “cabina di regia” presso la Regione, coinvolgendo tutti gli attori del settore, al fine di raggiungere i primi due obiettivi e di coordinare le iniziative da adottare in merito alla razionalizzazione delle denominazioni esistenti.

Conclusioni operative, queste, rese tanto più necessarie se viste alla luce dell’attuale situazione sanitaria globale.

In Piemonte ogni anno si producono oltre 240 milioni di bottiglie grazie a 46 mila ettari coltivati a vite: “Mi impegno su proroghe, deroghe e semplificazioni ulteriori del settore – ha detto l’assessore Protopapa – monitorando, allo stesso tempo, giacenze e vendite per capire come intervenire. Si è molto faticato – ha aggiunto – nel trovare risorse regionali al di fuori dei fondi Psr e Ocm, perché i fondi sono stati usati per i settori più colpiti dell’economia piemontese. L’Ocm vino sarà pronto a febbraio, con tre misure e 20 milioni di euro di stanziamenti per ristrutturare i vigneti, promuovere investimenti, promozione“.

Paolo Sartirano, presidente della Sezione Vini/Liquori-Distillerie di Confindustria Cuneo intervenendo al dibattito ha sottolineato come dai dati raccolti emerga la buona salute di cui gode il comparto enologico piemontese: “Emergono, in generale, segnali favorevoli malgrado l’epidemia e le conseguenze di quest’ultima su tutti i canali di consumo. Le ‘locomotive’ costituite dalle grandi Docg sono state la spina dorsale di una tenuta forse inattesa“.

Ciò detto, la crescita del prodotto imbottigliato non si traduce automaticamente in aumento del venduto e dunque la moderazione prende il posto dell’entusiasmo: “Il Piemonte ha 59 vini Doc e Docg, il dato maggiore d’Italia, seguito dai 43 vini con denominazioni protette del Veneto – ha ricordato Ernesto Abbona, presidente dell’Unione Italiana Vini -: un numero così alto è sinonimo di qualità, ma è anche una dispersione”.

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