Osteoporosi: grazie all’Aglianico la cura arriva dallo spazio

Il bio collagene estratto dai vitigni della Basilicata, della Campania e della Puglia, potrebbe curare l’osteoporosi

La società campana Ali – Aerospace Laboratory for Innovation e Nanoracks Europe hanno recentemente firmato un contratto per il lancio a bordo della Stazione spaziale internazionale (Iss) di un esperimento ideato dal Dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Napoli “Federico II” e ingegnerizzato dalla società Marscenter che ha l’obiettivo di studiare l’osteoporosi nello spazio.

Il progetto, denominato Readi Fp (REducing Arthritis Dependent Inflammation First Phase) vuole analizzare alcuni elementi funzionali per la prevenzione dell’osteoporosi grazie al resveratrolo contenuto nell’uva dell’Aglianico. Inizia così un’attività di ricerca i cui risultati serviranno per la prevenzione dell’osteoporosi sia nei voli spaziali,  che sulla terra dove questa patologia, solo in Italia, affligge 5 milioni di italiani.

Se le cellule degli astronauti risponderanno positivamente alla sperimentazione, dovrebbe verificarsi un rallentamento dell’apoptosi, ossia la morte precoce delle cellule che costituiscono lo scheletro. Questo fenomeno si sviluppa più frequentemente negli ambienti caratterizzati da microgravità e assenza di peso.

Il bio collagene ricavato dall’Aglianico potrebbe così diventare parte integrante dell’alimentazione degli astronauti, particolarmente esposti all’invecchiamento e all’indebolimento delle ossa e la sua applicazione potrà essere estesa anche a coloro che soffrono di osteoporosi sulla terra.

Per verificare l’efficacia della terapia l’esperimento, “salirà a bordo della Stazione spaziale internazionale a marzo 2021”, ha spiegato Marcello Spagnulo presidente Marscenter. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è quello di tornare a fare crescere le eccellenze scientifiche della regione in sinergia con il tessuto della ricerca nazionale”.

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