Masaf: etichette prorogate, 25 milioni ai consorzi e 7 anti-peronospora

Dal Masaf arrivano la firma sulla proroga del decreto Etichettatura, 25 milioni per i consorzi DOP/IGP e 7 per i danni dovuti alla peronospora.

Dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, il Masaf, arrivano tre buone notizie per il mondo del vino. Innanzitutto Francesco Lollobrigida ha firmato la proroga delle regole sulle Etichettature. Inoltre è stato presentato un decreto che prevede 25 milioni di euro per i consorzi DOP/IGP.

Infine c’è un primo stanziamento di 7 milioni per gli indennizzi alle aziende rispetto ai danni causati dalla peronospora. “Avanti con le declaratorie di eccezionalità, ma serve un incontro tecnico per chiarire alcuni aspetti applicativi”, ha dichiarato su quest’ultimo punto il presidente della Copagri, Tommaso Battista.

Il Masaf e la proroga delle etichettature

Il Ministero ha fatto sapere ieri, sabato 9 marzo 2024, che Lollobrigida ha firmato il decreto che consentirà a centinaia di aziende vitivinicole italiane di usufruire della proroga al 30 giugno 2024 del termine per utilizzare le etichette stampate precedentemente alla adozione della nuova normativa europea dello scorso dicembre.

“Le etichette forniscono già tutte le informazioni utili ai consumatori attraverso uno specifico QR Code e gettarle al macero senza un reale motivo avrebbe un rilevante danno economico a tutta la filiera. Continua il nostro impegno al fianco di agricoltori e viticoltori nazionali”, ha dichiarato il Ministro.

Si tratta quindi di una nuova proroga che si inserisce nel solco di una vicenda iniziata qualche mese fa, quando le aziende rischiavano di essere messe in difficoltà dalle nuove regole europee sulle etichette.

Il decreto Masaf per i consorzi

Intanto nel fine settimana è stato pubblicato il decreto con cui il Ministero dell’Agricoltura mette a disposizione dei consorzi di tutela 25 milioni di euro per sostenere azioni di commercializzazione, informazione e divulgazione, di sviluppo dei prodotti DOP e IGP nonché di rafforzamento della rappresentatività dei consorzi di tutela.

Si tratta di un’ulteriore iniziativa finalizzata a valorizzare le potenzialità delle Indicazioni geografiche, riconosciute globalmente come simbolo di eccellenza.

I beneficiari dell’intervento sono i 176 Consorzi di tutela delle Dop Igp del settore agroalimentare, anche organizzati in associazioni temporanee. Tra le attività finanziabili rientrano campagne di informazione, azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità, partecipazione a fiere ed esposizioni di rilevanza nazionale ed internazionale.

La misura rientra in un quadro più generale di rafforzamento delle indicazioni geografiche, sia a livello europeo che a livello nazionale. “Pochi giorni fa il Parlamento europeo ha approvato, con una maggioranza quasi unanime, il nuovo Regolamento sulle IG. Rafforza ulteriormente il ruolo dei consorzi”, ha sottolineato il ministro.

“La difesa del marchio Italia è una priorità del Governo Meloni che ha già adottato azioni concrete, la lotta contro il mercato del falso, che sottrae 120 miliardi all’economia è stata intensificata con controlli più capillari e con il potenziamento dell’Ispettorato centrale qualità e repressione frodi”.

Il DL Asset e la peronospora

Poi c’è l’entrata in vigore del decreto che concede interventi compensativi. Sono quelli previsti dal cosiddetto “DL asset” per le aree colpite da infezione da plasmopara viticola.

L’intervento include un primo stanziamento di 7 milioni di euro per le migliaia di imprese colpite dalla peronospora, oltre all’indennizzo dei danni causati dall’infezione.

In aggiunta le imprese potranno ottenere la riduzione dei contributi previdenziali e la proroga delle rate dei mutui. Nel corso di un intervento alla Camera, in risposta a due interrogazioni, il Sottosegretario agli Interni Nicola Molteni aveva già fornito dettagli sugli aiuti.

“In attesa delle declaratorie attestanti l’eccezionalità delle infezioni di peronospora, che a quanto si apprende sono in corso di pubblicazione, ringraziamo il Masaf per la tempestività con cui si è attivato a seguito della grave emergenza che ha colpito il comparto vitivinicolo. Quest’ultimo, come noto, rappresenta una delle punte di diamante dell’agroalimentare nazionale”, ha commentato il presidente della Copagri, Tommaso Battista.

Le difficoltà del comparto

Il settore vitivinicolo, alla fine del 2023, ha dovuto fare i conti con contrazioni produttive significative. Le flessioni, su base annua, hanno sfiorato il 20% nel centro e il 30% nel sud del Paese”, ha spiegato Copagri.

“Parliamo di una grave crisi fitopatica“, ha sottolineato Battista, “che non ha risparmiato praticamente nessuna regione, dal Settentrione al Meridione del Paese“.

Le forti e continue piogge hanno contribuito a creare le condizioni favorevoli all’insorgere delle malattie della vite. In molti casi hanno anche impedito l’ingresso in vigna per effettuare i trattamenti o vanificato gli effetti delle operazioni già effettuate.

La richiesta di chiarimenti

Copagri ha ribadito l’importanza di continuare a puntare sulle tante possibilità offerte dalla ricerca e dall’innovazione applicate all’agricoltura, a partire dalle Tecniche di Evoluzione Assistita-TEA.

Queste, dalla Confederazione dei Produttori Agricoli e non solo, sono considerate essenziali per ottenere produzioni vegetali resistenti a scarsità idrica e stress ambientali e biotici.

“Riteniamo importante organizzare celermente un incontro tecnico per chiarire alcuni aspetti inerenti all’applicazione del decreto, a partire da questioni quali, ad esempio, le produzioni assicurate e i confini di compatibilità e cumulabilità dell’aiuto con altri aiuti concedibili””, ha concluso Battista.

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