Marche: vendemmia 2020, produzione in crescita del 5%

Vino marchigiano tra produzione in crescita e buona qualità: la vendemmia 2020

Qualità buona con punte di eccellenza e una produzione in crescita del 5%: il vino marchigiano, grazie a una vendemmia 2020 che raggiunge quota 857mila ettolitri contro gli 816mila dell’anno passato, si è mostrato vincente nonostante le difficoltà.

Nessuna azione di agenti patogeni, le piante si sono sviluppante grazie all’andamento particolarmente positivo del meteo stagionale che ha permesso, inoltre, una raccolta senza complicazioni. È questo che ha favorito, dal punto di vista enologico, un’annata fortemente positiva nonostante siano ancora molte le sfide all’interno di un mercato che soffre, inevitabilmente, gli effetti dell’emergenza sanitaria in corso.

Il sistema vino, Verdicchio in primis – ha detto infatti Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vinipur nelle difficoltà ha retto e la macchina è ripartita. Adesso, nonostante le incertezze, registriamo comunque segnali positivi. Anche la quantità è quella giusta – ha aggiunto Mazzoni -, si temeva un’annata sovrabbondante a +15-20%, ma alla fine la natura ha compensato e abbiamo chiuso a +5% nel rispetto della qualità“.

Il clima della prima metà di settembre, caratterizzato da piogge tardive, ha penalizzato la quantità produttiva delle uve a bacca rossa, come Lacrima di Morro d’Alba e Montepulciano, mentre gli altri sono rientrati nella media. Si registra, tra i bianchi, un +7% rispetto al 2019 sulla produzione di Verdicchio dei Castelli di Jesi che, salvo qualche grandinata, è giunto alla raccolta in anticipo rispetto alla media e con uve ottime, regalando vini di grande freschezza e dalla struttura eccellente così come era accaduto negli anni 2015 e 2016. Buone le previsioni anche per tutte le altre denominazioni tutelate: vini distintivi del territorio che valgono, secondo l’ultimo report Ismea/Qualivita, ben 97 milioni di euro.

C’è, tuttavia, grande preoccupazione per quanto riguarda il mercato estero che ha fatto segnare nelle Marche un calo dell’export del 2,2% nei primi sei mesi dell’anno rispetto al 2019: circa la metà rispetto alla media export nazionale (-4,2%). La pandemia ha penalizzato soprattutto gli scambi con la Cina con un – 37% di bottiglie vendute, con l’Inghilterra (-10%), Francia (-37%) e Spagna (-32%), paesi europei che hanno operato una maggiore stretta sugli spostamenti per contenere i contagi, così come è accaduto con la Russia (-16%).

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