Mar Rosso, navigazioni a rischio anche per pummarola, frutta e prodotti made in Italy

L’attuale situazione nel Mar Rosso, con navi sotto continuo attacco degli Houthi dello Yemen, sta creando non pochi problemi alle esportazioni verso i Paesi orientali. L’Italia è messa a dura prova, dato che l’allungamento delle rotte marittime sta mettendo seriamente a rischio oltre 200 milioni di chili di ortofrutta spediti in Asia nel 2023.

A darne conferma è Coldiretti, facendo riferimento all’analisi compiuta da Confartigianato sugli ostacoli incontrati nella navigazione proprio a causa dei continui attacchi degli Houthi dello Yemen contro le navi in transito nel Mar Rosso. Se effettivamente le consegne andassero perse, comporterebbero un grave danno al mercato italiano, difficilissimo da recuperare; le navi in questione, non potendo transitare nel canale di Suez, sono infatti costrette a circumnavigare il continente africano e questo cambiamento ha notevolmente aumentato i costi di trasporto (quasi quadruplicati). Basti pensare che oggi, per arrivare in India, si impiegano ben 40 giorni di circumnavigazione, contro i 28 richiesti dall’attraversamento del canale di Suez.

Per l’Italia si tratta di spese molto importanti, dato che le esportazioni di frutta e verdura verso India, Medio Oriente e sud-est asiatico stanno comportando un aumento dei costi di trasporto che ammontano a circa 10 centesimi per ogni chilogrammo. Si tratta di un fattore che incide notevolmente sulla competitività italiana, in particolare per quanto riguarda l’export non solo di ortofrutta fresca e trasformata, anche di pasta, dolci, vino e prodotti da forno, per un valore complessivo di circa 5,5 miliardi nel 2023.

A rischiare di più è la pummarola made in Italy

Tra i prodotti italiani che stanno rischiando maggiormente c’è la pummarola, con i suoi 270 milioni di euro di esportazioni dirette in Asia nel 2023 tra polpe, pelati, passate e concentrato di pomodoro. Sempre secondo Coldiretti, si tratterebbe del 10% del totale delle spedizioni di pomodoro italiano trasformato diretto all’estero.

Un vero peccato, considerando che il pomodoro trasformato made in Italy è un ingredienti indispensabile della dieta mediterranea e di quella cucina italiana candidata a diventare Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

pomodoro-italiano

In Italia, sono ben 70mila gli ettari – sparsi in oltre 7mila imprese agricole – destinati alla coltivazione del pomodoro da salsa e sono più di 100 le imprese di trasformazione, con oltre 10mila addetti, in grado di dar vita a una produzione di 5,4 milioni di tonnellate di pomodoro destinate a passate, polpe, pelate, sughi e concentrati.

Tutto questo, si traduce in un valore delle esportazioni pari a 2,7 miliardi di euro.

Nel complesso, l’export agroalimentare made in Italy in Asia ammonta a 5,5 miliardi di euro nel 2023 e il 90% circa è destinato proprio a quei Paesi che possono essere raggiunti solo via mare, attraversando quelle aree sotto continuo attacco degli Houthi dello Yemen. Il fatto che le navi mercantili impieghino molto più tempo per raggiungere la loro destinazione ha un impatto ovviamente negativo soprattutto sull’ortofrutta fresca che, alla fine del viaggio, potrebbe giungere in stato di deterioramento. La perdita sarebbe davvero enorme, e non solo per l’Italia, dato che tutto l’’Europa si trova a dover fronteggiare la stessa identica situazione.

A risentirne sono anche altri prodotti che, come accennato, comprendono pasta, prodotti da forno, dolci e anche vino, un altro must made in Italy per il quale Cina e Stati Uniti si contendono attualmente il primato.

La speranza è che si possa intervenire al più presto, trovando una via alternativa o cercando di trovare gli accordi necessari con gli Houthi dello Yemen per porre fine ai ripetuti attacchi alle navi in transito. Al momento la situazione non è particolarmente rosea e l’export italiano è in seria difficoltà; si attendono, quindi, ulteriori aggiornamenti da Coldiretti.

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