Il Lugana arriva in Svizzera

Oggi, a Zurigo, in programma tre Masterclass per far scoprire il Lugana a operatori e winelovers della Svizzera. “Scelta importante, il Lugana è al primo posto tra i vini emergenti in Italia” dicono dal Consorzio

Martedì 17 novembre, una data che rimarrà nella storia dei contatti tra il Consorzio di Tutela Lugana Doc e la Svizzera. Oggi, infatti, a Zurigo, è in programma un ciclo di tre Masterclass per far scoprire il Lugana e le sue particolarità a operatori del settore e winelovers elvetici. Un’altra importante bandiera sulla sua fitta mappa dei Paesi coinvolti da attività promozionali in tutto il mondo.

“È una scelta coerente con la nostra strategia di focalizzarsi sul mercato nazionale ed europeo in un anno così complesso per il nostro settore, che ci ha però portato a considerare nuove prospettive di investimento nei paesi di prossimità – afferma il Direttore del Consorzio Andrea Bottarel –. La denominazione sta vivendo una bella ripresa, il Lugana è al primo posto tra i vini emergenti in Italia e vorremmo riuscire a sfruttare questo slancio per progettualità più articolate nel 2021 e per consolidare ulteriormente la fedeltà del consumatore europeo”.

Un anno ricco di appuntamenti, questo, nonostante l’emergenza COvid: poco più di un mese fa, ad esempio, il Lugana ha festeggiato in grande stile le migliori etichette degli ultimi trent’anni. Ora, dopo la Svizzera il Consorzio non ha intenzione di fermarsi: “continueremo a presidiare i mercati “core” come la Germania, cercando di allargare l’influenza anche a tutti i limitrofi, come Paesi Bassi e Belgio – continua Bottarel – Il nostro intento come Consorzio è far trasparire gli elementi più tipici, quelli che rendono il Lugana quello che è, un vino assolutamente unico, che ha la grande fortuna di essere immediato e altamente gastronomico”.

La denominazione ha raggiunto, negli ultimi anni, quota 2.500 ettari di superficie vitata, con un imbottigliato che, nel 2019, ha chiuso quasi a 22 milioni di bottiglie e che al momento sta vedendo una ripresa, con una crescita che sfiora il 12%, nonostante la flessione delle vendite subita nei mesi di lockdown. Di queste, circa il 70% viene esportato all’estero, con quote maggioritarie da attribuire alla Germania e agli Stati Uniti, che stanno crescendo considerevolmente di anno in anno.

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