Continua a crescere il mercato low e no alcol

Una ricerca dell’International Market Analysis Research and Consulting Group stima che il mercato di vino e birra low e no alcol in Europa dovrebbe raggiungere i 15 miliardi entro il 2032. Il caso del Regno Unito.

Il mercato complessivo del vino low e no – alcol in Europa dovrebbe raggiungere i 15,4 miliardi di euro entro il 2032.

La ricerca dell’Imarc

A dirlo è una ricerca dell’International Market Analysis Research and Consulting Group (IMARC), il mercato complessivo low e no-alcol in Europa dovrebbe raggiungere i 15,4 miliardi di euro entro il 2032, con un tasso di crescita del 6,56% nel periodo compreso tra quest’anno e quella data. Le dimensioni del mercato europeo del vino e della birra analcolici hanno raggiunto gli 8,6 miliardi di euro nel 2023.

Lo studio ha analizzato i processi, le materie prime, il tipo di imballaggio, i canali di distribuzione e la crescita del settore. Il rapporto include anche un’analisi dei concorrenti e delle aree di mercato e mette in evidenza gli ultimi progressi delle vendite.

Le tendenze emergenti nel mercato europeo

Tra le tendenze emergenti del mercato europeo degli analcolici vi è l’aumento degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo per “migliorare il profilo aromatico e la qualità complessiva delle bevande analcoliche”, rendendo queste ultime “più attraenti per un pubblico più ampio”.

Inoltre, la facile disponibilità di prodotti analcolici a base di vino e birra attraverso le piattaforme online, comprese le opzioni artigianali e premium, sta creando un fattore di crescita significativo. L’analisi ha inoltre evidenziato che il crescente numero di attività promozionali e di marketing da parte dei principali operatori sta “ulteriormente catalizzando il mercato regionale”.

 “L’adozione di strategie innovative di packaging e branding – si legge nel rapporto – è un’altra tendenza chiave, volta ad attrarre i giovani e i consumatori attenti alla salute, che si prevede guiderà il mercato europeo del vino e della birra analcolici nel prossimo futuro”.

Il caso del Regno Unito

Il trend delle vendite e dei consumi di vino e birra low alcol o no alcol è in crescita in tutta Europa ed anche negli Stati Uniti. A dirlo sono i dati. In particolare, risulta significativo il dato di giugno 2023 nel Regno Unito. A sorpresa il mese di giugno ha superato il tradizionale Dry January nel Regno Unito nel consumo low e no alcol. La domanda di alternative analcoliche e low alcol, infatti, ha continuato a crescere durante tutto l’anno, nonostante il mese di gennaio sia tradizionalmente il punto di riferimento per tutto l’anno.

La campagna Dry January di Alcohol Change UK è stata ideata per sostenere le persone che vogliono ridurre l’assunzione di alcol. La campagna internazionale incoraggia i partecipanti a cercare alternative all’alcol quando vanno in pub e ristoranti. L’impennata di consumi no/low alcol in Gran Bretagna riguarda però principalmente la birra. Secondo quanto riportato dal quotidiano The Telegraph le vendite di birra no/low alcol lo scorso anno sono aumentate del 25% a giugno rispetto a gennaio nel popolare supermercato britannico Tesco. Questo avviene in un momento in cui il prezzo di una pinta di birra lager nel settore horeca è aumentato di oltre 50 pence nell’arco di un solo anno, secondo i dati dell’Office for National Statistics (ONS).

Le vendite medie totali di bevande nei locali gestiti in Gran Bretagna nella settimana fino a sabato 17 giugno sono state superiori del 7% rispetto alla stessa settimana del 2022, secondo il Drinks Recovery Tracker di CGA by NIQ. Tuttavia, i dati ONS mostrano che l’inflazione è pari all’8,7%, il che significa che le vendite della settimana sono state leggermente inferiori in termini reali.

Verso il cambio della definizione legale di vino in Regno Unito?

Addirittura – notizia di fine 2023 –  il governo britannico intende cambiare la definizione legale di vino dopo la Brexit, per riflettere la domanda di versioni a basso contenuto alcolico della bevanda. La modifica fa parte di un più ampio pacchetto di misure volte a promuovere l’enologia britannica in seguito all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Il governo afferma che la Brexit rappresenta un'”opportunità unica” per rivedere le “troppo complesse” normative comunitarie che regolano il settore.

Per legge, il vino deve essere prodotto dalla fermentazione alcolica del succo d’uva. Le versioni analcoliche e a basso contenuto alcolico sono prodotte rimuovendo l’alcol in un secondo momento attraverso una serie di tecniche. Tuttavia, per essere etichettato come “vino”, attualmente deve avere un minimo di 8,5% ABV, o 4,5% per alcune marche di vino che possono essere prodotte solo in determinate regioni. Queste regole di denominazione non si applicano alla birra o al sidro a bassa gradazione alcolica, che sono più facili ed economici da produrre e sono diventati sempre più popolari negli ultimi anni. Ora il governo ha confermato l’intenzione di abbassare il valore minimo di ABV allo 0% per tutti i tipi di vino, a seguito di una consultazione sull’argomento.

Il direttore politico della Wine and Spirit Trade Association, Simon Stannard, ha osservato che saranno necessarie “ulteriori descrizioni” per mantenere la fiducia dei consumatori.

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