L’olio più vecchio del mondo? L’ha “ritrovato” Alberto Angela e viene da Pompei

Alberto Angela racconta la scoperta dalla sua pagina personale Facebook: “poco prima di lasciare la stanza, avevo notato una bottiglia di epoca Pompeiana, coricata in una cassetta polverosa: al suo interno intravedevo del materiale solidificato in perfetto stato di conservazione…”

Quasi tutti lo conoscono per essere ormai il volto e la voce di Ulisse – il piacere della scoperta e Superquark, programma ideato da suo padre (il grande Piero che ancora a 92 anni continua a emozionarci con contenuti culturali incredibilmente interessanti e di cui abbiamo tanto bisogno). Ma Alberto Angela è anche un uomo di grande cultura, laureato in Scienze naturali e specializzato in paleontologia, e soprattutto ancora curioso e desideroso di imparare. Come dimostra questa storia, che ha portato il noto conduttore a “ri-scoprire” l’olio più antico del mondo.

Alberto Angela lo racconta direttamente dal suo profilo Facebook: “Era il luglio del 2018 quando mi trovavo con la troupe nel MANN, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, per girare un servizio per SuperQuark sui suoi magnifici depositi che custodiscono migliaia di reperti rinvenuti soprattutto (ma non solo) a Pompei, Ercolano e in altri siti sepolti dalla drammatica eruzione del 79 d.C. Avevamo appena finito di filmare il settore dei reperti in vetro (bellissimi). E, poco prima di lasciare la stanza, avevo notato una bottiglia di epoca Pompeiana, coricata in una cassetta polverosa: al suo interno intravedevo del materiale solidificato in perfetto stato di conservazione“.

Subito, Alberto, si era reso conto che sarebbe potuto essere qualcosa di davvero prezioso, magari vino o olio che i romani commerciavano e utilizzavano da tempo. D’altronde, anche noi oggi non facciamo che portare avanti tradizioni che fanno parte del nostro territorio da millenni. 

Dopo due anni di ricerche e studi, si è arrivati finalmente a un risultato. Ed è stato sorprendente. “Effettivamente, quella bottiglia contiene olio di oliva. Anzi, l’olio di oliva più antico del mondo” continua Alberto Angela. “Per arrivare a questa conclusione è stato fondamentale il lavoro svolto dal Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN). Le ricerche, condotte da un team multidisciplinare coordinato dal Professore Raffaele Sacchi, hanno verificato l’autenticità di quel campione di olio di oliva, conservato per anni e anni in una bottiglia di vetro sepolta dapprima sotto le ceneri dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e poi rimasta nei depositi del Museo”.
 
“Sono tanti gli oggetti che rappresentano il percorso dell’umanità nella Storia che aspettano di essere ritrovati – conclude la nota Facebook di Alberto Angela – alcuni sono ancora sepolti nel terreno, altri invece nelle collezioni dei depositi… Ma tutti riportano, fino ad oggi, la testimonianza della nostra cultura millenaria e lo straordinario patrimonio che custodiscono i nostri musei. In particolare il MANN che, a mio parere, è tra i più belli e importanti al mondo”.

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