L’export del vino italiano in Russia torna a salire

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Dopo le battute d’arresto degli ultimi mesi, tornano positivi i numeri dell’export del vino italiano in Russia. Lo sottolinea Federvini che richiama una nota dell’ufficio Ice di Mosca. Ancora segno meno, invece, per gli spiriti.

Per le esportazioni di vino italiano in Russia è + 17.3%

I numeri si riferiscono alle vendite registrate nel primo trimestre del 2021. Le richieste di vino italiano in Russia ricominciano a salire delineando i tratti di un quadro incoraggiante. Si tratta di un +17.3%, +9,3% in valore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

“Dati e segnali – continua Federvini – che lasciano presagire una ripresa graduale e progressiva della piattaforma economica della Federazione Russa (+ 0,5% a marzo). Alcuni analisti internazionali prevedono una crescita del 2,7% nel 2021, altri ben oltre il 3% e i presupposti non mancano”.

Non dimentichiamo che la passione dei russi per il vino italiano si è fatta spesso sentire. Nel 1° semestre del 2020 l’Italia è stata il primo fornitore di vino in Russia, dopo aver chiuso anche il 2019 al primo posto – fonte Federvini.

export vino italiano Russia

Export spiriti italiani in Russia, ancora segno meno

Diversa è invece la situazione per gli spiriti e distillati italiani. Meno 33,9%, per un settore già duramente colpito nell’export dai dazi imposti dagli Usa su alcuni prodotti europei, (alcuni) alcolici compresi. Una situazione su cui già più volte produttori e associazioni hanno tentato di portare l’attenzione, tra cui la neo eletta Presidente di Federvini Micaela Pallini, fino a poco tempo fa a capo della sezione spiriti.

Export tassello fondamentale per la ripresa del vino italiano

E proprio sull’importanza dell’export e su altre misure necessarie per il rilancio del settore vino si è concentrato l’evento pubblico di Federvini andato in scena pochi giorni fa. “Un patrimonio inestimabile che supera la dimensione strettamente economico-produttiva – riporta la nota dell’associazione-. E che richiede di essere tutelato e rilanciato”. Come? Le soluzioni proposte sono diverse. Dall’enoturismo alle infrastrutture, passando – appunto – per il sostegno alla promozione del vino italiano all’estero e all’export.



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