Le vendemmie nel Chianti Classico

Le ultime vendemmie nel Chianti Classico, andamenti stagionali, sfide dei produttori, risultati ottenuti

Durante la Chianti Classico Collection, che si è tenuta lo scorso mese a Firenze, sono state protagoniste le ultime due annate in anteprima, ma anche le vendemmie di questi ultimi 6 anni, molto diverse tra loro.

Chianti Classico 2023: sfide meteorologiche e vini di eccellenza

Produzione: hl 200.000 (dato da confermare)

La primavera del 2023 si è rivelata essere un periodo meteorologico impegnativo per i viticoltori del Chianti Classico, così come per l’intera Italia. Le abbondanti piogge, fuori dall’ordinario rispetto agli anni precedenti, hanno richiesto un approccio più attento e preciso nella gestione dei vigneti, soprattutto per quanto riguarda la cura delle chiome al fine di prevenire malattie fungine.

I viticoltori del Chianti Classico, come i loro colleghi in altre regioni vinicole italiane, sono stati chiamati a difendere le loro vigne dagli attacchi di peronospora, scaturiti dalle piogge abbondanti registrate nei mesi di maggio e inizio giugno. Tuttavia, le caratteristiche uniche del territorio del Chianti Classico hanno svolto un ruolo chiave nel contenimento degli attacchi. L’altitudine media elevata dei vigneti e la buona ventilazione in tutte le zone hanno contribuito a limitare gli effetti dannosi della peronospora, che si sono tradotti principalmente in una riduzione della produzione, senza compromettere la qualità dell’uva.

L’andamento meteorologico successivo, caratterizzato da temperature calde nei mesi di luglio e agosto, non ha generato stress idrico nelle vigne. Le riserve d’acqua accumulate durante la primavera piovosa sono risultate più che sufficienti, mentre la stagione calda ha contribuito a evitare attacchi da parte di insetti. Inoltre, l’escursione termica ottimale tra le ore notturne e diurne alla fine di agosto e all’inizio di settembre ha favorito una maturazione ottimale delle uve.

Per quanto riguarda la vendemmia, quest’anno è ritornata ai tempi tradizionali. La raccolta delle uve Sangiovese ha avuto inizio intorno al 20 settembre, concludendosi nella prima decade di ottobre. Le uve portate in cantina erano caratterizzate da uno stato di salute eccellente e da una qualità elevata.

I primi assaggi dei vini Chianti Classico 2023 rivelano una buona struttura, equilibrio e un profilo aromatico apprezzabile. Questi vini si distinguono per la loro freschezza e la presenza di tannini morbidi e vellutati. Nonostante le sfide meteorologiche affrontate durante la crescita delle uve, la vendemmia del 2023 promette di regalare un’annata di vini pregiati e ricchi di carattere, confermando ancora una volta la resilienza e l’abilità dei viticoltori del Chianti Classico.

Chianti Classico 2022: vini promettenti

Produzione: hl 260.000

Il Chianti Classico del 2022 si preannuncia come un’annata di grande promessa, beneficiando di condizioni meteorologiche ottimali che hanno contribuito alla produzione di vini di alta qualità. L’andamento stagionale è stato caratterizzato da una serie di fattori favorevoli, che hanno influito positivamente sulla crescita delle viti e sulla maturazione delle uve.

In primis, la primavera del 2022 è stata generosa, evitando gelate dannose per i nuovi germogli della vite, e senza particolari eventi di grandine che spesso minacciano il raccolto. Questo ha stabilito una solida base per lo sviluppo delle viti. Subito dopo, l’inizio del caldo in tarda primavera è stato costante per tutta l’estate, ma senza picchi eccessivi, permettendo alle viti di adattarsi gradualmente alle temperature più elevate.

Un elemento chiave è stato l’equilibrio termico: le temperature elevate durante il giorno si sono abbassate nelle ore notturne, creando un’escursione termica che ha favorito il regolare sviluppo fenolico del Sangiovese, l’uva predominante nella produzione del Chianti Classico. La siccità estiva è stata mitigata dalle piogge primaverili, che hanno garantito alle viti riserve sufficienti di acqua e nutrienti minerali durante i mesi più aridi.

A metà agosto, l’arrivo di piogge prolungate ha ulteriormente favorito le vigne, garantendo temperature più miti e contribuendo a una riserva idrica supplementare, cruciale per il raggiungimento ottimale della maturazione delle uve. Questa combinazione di fattori climatici ha permesso una gestione agevole della difesa sanitaria, mantenendo bassi i rischi di malattie e contribuendo a uno stato sanitario eccellente dei grappoli al momento della vendemmia.

La vendemmia del Sangiovese è iniziata leggermente in anticipo, intorno al 10 settembre, e si è conclusa nel corso di circa un mese. I primi assaggi dei vini Chianti Classico 2022 rivelano un profilo molto equilibrato, con una forza acida moderata, tannini dolci e maturi. L’espressione complessiva di quest’annata suggerisce un vino armonioso e promettente, che riflette fedelmente le caratteristiche del territorio del Chianti Classico e l’abilità dei viticoltori nell’affrontare e sfruttare le sfide meteorologiche a loro vantaggio.

Chianti Classico 2021: annata regolare e promettente

Produzione: hl 265.000

L’annata 2021 per il Chianti Classico si è svolta sotto il segno della regolarità, con condizioni meteorologiche che hanno favorito uno sviluppo equilibrato delle viti e la produzione di uve di alta qualità. La stagione ha presentato caratteristiche distintive, che hanno contribuito a delineare un quadro positivo per la produzione vinicola.

Le piogge primaverili hanno giocato un ruolo cruciale, permettendo un robusto sviluppo vegetativo e garantendo riserve idriche significative per affrontare i mesi estivi più aridi. Unico episodio di rilievo durante la primavera è stata una leggera anomalia nei tempi di crescita dei germogli, causata da alcune giornate più fredde del solito dopo Pasqua, che hanno temporaneamente rallentato lo sviluppo vegetativo nelle zone più fresche del Chianti Classico.

Sotto il profilo sanitario, l’annata 2021 si è rivelata immune da pressioni di malattie fungine come l’oidio e la peronospera. L’estate è stata caratterizzata da un clima asciutto, con alcune piogge sporadiche nel mese di agosto. Tuttavia, le riserve idriche accumulate nella primavera hanno agito come una barriera contro lo stress idrico delle piante. Le temperature estive sono state generalmente moderate, senza eccessive ondate di calore, contribuendo a una crescita regolare delle uve.

Un elemento chiave è stato l’importante escursione termica a partire dalla fine di agosto, con temperature notturne notevolmente più basse rispetto al giorno. Questo fenomeno ha favorito un completamento ottimale della maturazione delle uve, contribuendo a una complessità aromatica e strutturale nei vini.

La vendemmia del 2021 ha seguito i tempi delle ultime annate, con la raccolta delle uve di Sangiovese iniziata intorno al 20 settembre. Le uve portate in cantina erano caratterizzate da un ottimo stato di salute e elevata qualità, posticipando le premesse per un’altra eccellente annata di Chianti Classico. I vini previsti promettono una struttura robusta, tannini fini e maturi, e un intrigante profilo aromatico. L’annata 2021 del Chianti Classico si configura già come un successo.

Chianti Classico 2020: il produttore scende in campo

Produzione: hl 267.000

L’annata 2020 nel territorio del Gallo Nero ha dimostrato di essere un capitolo unico, caratterizzato da condizioni climatiche favorevoli e dall’abilità dei viticoltori del Chianti Classico nel fronteggiare le sfide. Fortunatamente, il territorio non ha subito eventi climatici estremi, che purtroppo hanno colpito altre regioni d’Italia, permettendo la creazione di un contesto ideale per la produzione di vini di alta qualità.

Dopo una primavera fresca, l’estate è stata caratterizzata da temperature elevate ma bilanciate da buone escursioni termiche tra il giorno e la notte. Le minime temperature contenute sia a luglio che ad agosto hanno favorito un completamento ottimale del processo di maturazione delle uve, contribuendo a conferire complessità e struttura ai futuri vini Chianti Classico.

Un elemento distintivo di quest’annata è stata l’assenza di stress idrico, grazie alle piogge ben distribuite di giugno e settembre. Questi eventi hanno fornito alle viti le riserve idriche necessarie per affrontare la stagione estiva, consolidando le premesse per un’annata di grande qualità.

Nonostante la prevista flessione del 10% nella produzione rispetto al 2019, principalmente attribuibile al freddo notturno dei primi giorni di aprile che ha influenzato la fase di germogliamento, i viticoltori del Chianti Classico si dimostrano fiduciosi nella qualità delle uve raccolte. Giovanni Manetti, Presidente del Consorzio Chianti Classico, sottolinea la resilienza del Sangiovese del Chianti Classico nel fronteggiare i cambiamenti climatici, evidenziando la sua capacità di adattamento rispetto ad altre varietà più precoci.

La pandemia ha portato a un inaspettato lato positivo: la mancanza di viaggi all’estero e altri impegni di rappresentanza ha consentito ai viticoltori di concentrarsi maggiormente sugli aspetti produttivi e dedicare più tempo alla cura del vigneto. L’obiettivo comune dei viticoltori del Gallo Nero è di produrre il miglior vino della loro carriera, aspirazione che risuonerà nei ricordi futuri quando verranno aperte le eccezionali bottiglie della vendemmia 2020. La dedizione dei viticoltori del Chianti Classico promettono di rendere questa annata indimenticabile.

Chianti Classico 2019: ritorno alle radici con vini freschi ed equilibrati

Produzione: hl 306.000

Il territorio del Gallo Nero ha accolto il 2019 come un ritorno alle annate classiche, caratterizzate da condizioni meteorologiche favorevoli che hanno delineato un quadro ideale per la produzione di Chianti Classico di qualità. Quest’annata ha mostrato una serie di elementi che hanno contribuito alla formazione di vini freschi ed equilibrati, riflettendo il carattere distintivo della regione.

L’inverno e l’inizio della primavera sono stati miti e asciutti, favorendo un germogliamento regolare e promettente. Le piogge nella seconda parte della primavera hanno costituito una risorsa preziosa, creando riserve idriche significative per affrontare l’estate successiva. La stagione estiva è stata calda ma regolare, con precipitazioni limitate, evitando picchi eccessivi di calore. Un periodo fresco ed umido a maggio e nei primi giorni di giugno ha leggermente ritardato il ciclo vegetativo delle viti, portando a un cadenzarsi dei tempi che richiama le grandi annate degli anni ’80.

Il mese di settembre è stato caratterizzato da condizioni climatiche ideali, con bel tempo e notevoli escursioni termiche tra giorno e notte. Questo ambiente ha favorito la perfetta maturazione fenolica delle uve, contribuendo al generale innalzamento del profilo aromatico. La vendemmia del Sangiovese ha avuto luogo, a seconda delle diverse zone, intorno al 20 settembre e si è conclusa nella seconda decade di ottobre. Le uve, al momento dell’arrivo in cantina, si presentavano in condizioni ottimali, garantendo un’elevata qualità alla base della produzione vinicola.

Sebbene sia ancora presto per valutazioni conclusive, i vini destinati a diventare Chianti Classico 2019 promettono di essere freschi ed equilibrati, con un buon rapporto tra forza acida e tannini. La giusta concentrazione e l’ottimo profilo aromatico aggiungono ulteriori elementi positivi a questa annata. Va notato che il tenore alcolico risulta leggermente inferiore rispetto alla media degli ultimi anni, una caratteristica che rispecchia la tendenza attuale del mercato. In definitiva, il Chianti Classico 2019 sembra incarnare la bellezza della tradizione vitivinicola, con un tocco di modernità.

Chianti Classico 2018: annata di sfide e successi vinicoli

Produzione totale: hl. 275.000

L’annata 2018 nel territorio del Chianti Classico ha testimoniato un andamento climatico caratterizzato da mutevoli situazioni meteorologiche, rendendo il ciclo vegetativo del vigneto un susseguirsi di sfide e adattamenti. Diversamente dall’anno precedente, che ha conosciuto una lunga siccità e temperature elevate, il 2018 ha presentato una marcata mancanza di continuità nella stagione asciutta e soleggiata.

Dopo un inverno relativamente freddo, con nevicate e giornate gelide, la primavera è emersa con una variabilità che ha caratterizzato l’intero periodo. Giornate soleggiate si sono alternate a brevi periodi di piogge, spesso intense, persistendo per tutta la primavera e gran parte dell’estate. Questa condizione, accompagnata da un alto tasso di umidità e precipitazioni frequenti, ha richiesto un impegno significativo nella gestione fitosanitaria del vigneto.

Anche durante i mesi estivi, la situazione non si è regolarizzata completamente. Fino ai primi giorni di settembre, temporali e un aumento del tasso di umidità hanno mantenuto le temperature relativamente fresche rispetto alle medie stagionali, prolungando il processo di maturazione delle uve e rendendo la gestione delle viti un compito impegnativo per gli agronomi.

Fortunatamente, la situazione ha preso una svolta positiva nel mese di settembre. Giornate soleggiate e calde, con una buona escursione termica tra giorno e notte, hanno consentito il completamento ottimale del processo di maturazione delle uve, favorendo un’agevole raccolta. La vendemmia delle uve di Sangiovese è iniziata intorno al 20 settembre, con conclusione nella seconda decade di ottobre.

Sebbene i risultati quantitativi siano stati superiori rispetto al 2017, ma ancora leggermente inferiori alla media delle ultime annate, la qualità si è dimostrata notevole. Coloro che hanno optato per una vendemmia più tardiva hanno ottenuto vini Chianti Classico 2018 di alta qualità. I vini, con la fermentazione malolattica completata, presentano un profilo interessante: equilibrati, con una buona forza acida accompagnata da tannini morbidi e maturi, struttura eccellente e una piacevole sapidità.

I vini destinati a diventare Chianti Classico 2018 si distinguono per la giusta concentrazione, un profilo aromatico avvincente e una freschezza che li rende estremamente piacevoli. Questi vini saranno sicuramente apprezzati in diverse fette di mercato e presentano anche caratteristiche chimiche ed organolettiche idonee per un periodo di medio-lungo invecchiamento. L’annata 2018, nonostante le sfide climatiche, si configura quindi come una storia di successo e resilienza.

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