Le bottiglie trasparenti non sono adatte per il vino: l’accusa parte dalla BBC

In occasione di un’intervista rilasciata durante il programma Saturday Kitchen della BBC, due Master of Wine (nonché coniugi), cioè Susie Barrie e Peter Richards, hanno dichiarato che le bottiglie trasparenti sono nemiche indiscusse del vino, poiché causano un odoro di “cavolo bollito” o, addirittura, di “fogna”.

Secondo i due esperti, infatti, il gusto e l’aroma di vini bianchi, rosati e spumanti possono essere seriamente compromessi se conservati all’interno di bottiglie realizzate in vetro translucido e, chi lo fa, sta praticamente portando avanti una truffa alla luce del sole.

Cos’è il “gusto di luce”?

Barrie e Richards, con la loro accusa, fanno un chiaro riferimento al cosiddetto “gusto di luce”: in pratica, l’impiego di vetro trasparente nel confezionamento espone il contenuto alla luce che, alla lunga, distrugge i composti aromatici e causa, quindi, una doppia fermentazione e un sapore sgradevole. Nello specifico, il gusto di questi vini assomiglierebbe più a quello di cipolla, cavolo cotto e, nei casi più drammatici, di scarichi fognari.

Vino bianco

Insomma, un panorama non proprio invitante per gli appassionati del vino. Tra l’altro, non è la prima volta che si accende un dibattito su questo argomento: in passato, sempre i due esperti, sul loro podcast Wine Blast avevano già dichiarato che “la portata del problema è probabilmente molto più grande di qualsiasi altro odore nel vino, eppure non ne parliamo. In linea di massima lo accettiamo, a volte lo abbracciamo inavvertitamente, ma per lo più continuiamo a far finta che non sia un problema, mentre di fatto ci priva tutti del nostro giusto godimento. È una rapina alla luce del sole in tutti i sensi”.

Come si risolve il problema?

Dato il polverone sollevato, è lecito chiedersi se si possa porre rimedio alla questione e, soprattutto, in che modo. I due coniugi hanno precisato che i vini rossi non sono coinvolti, perché protetti da tannini e polifenoli in grado di arginare l’influenza della luce e rallentare il deterioramento. Gli altri vini, però, non hanno scampo e l’unica soluzione per preservarne l’aroma è il gusto consiste nell’imbottigliarli in vetro scuro.

Certo, dal punto di vista del marketing non è proprio la scelta migliore, dato che molto spesso il consumatore si lascia invogliare all’acquisto proprio dal colore del vino e, quindi, dalle sensazioni sensoriali evocate, in questo caso, dalla vista. Spesso, poi, sono le stesse aziende a scegliere packging trasparenti per dare maggiore risalto alla forma della bottiglia o a particolari etichette.

Che si fa, quindi, in questi casi? Un’altra soluzione sarebbe quella di applicare particolari veline, trasparenti o dalle tonalità neutre, appositamente realizzate per proteggere il contenuto delle bottiglie dai raggi UV. Questa soluzione, già adottata da diverse aziende italiane, si rivela l’unico compromesso in grado di mettere d’accordo chiunque.

E con l’olio come la mettiamo?

Lo stesso discorso fatto finora può essere esteso anche all’olio extravergine di oliva che, nella sua schiera di nemici storici, vanta proprio il calore, l’ossigeno e la luce. Confezionarlo e acquistarlo, quindi, in bottiglie trasparenti non è proprio la scelta migliore: l’esposizione alla luce, infatti, non fa altro che accelerare il processo di ossidazione, provocando l’aumento dei livello di perossidi e di tutti quei composti che rendono l’olio rancido, dal gusto piuttosto sgradevole.

Bottiglie di olio

Si tratta di un dettaglio che non può più passare inosservato, sia dal punto di vista della qualità di un prodotto, sia per la salute di chi lo acquista e poi lo consuma.

Dato che finora il consiglio è stato sempre quello di acquistare l’olio in contenitori trasparenti solo nel periodo della raccolta delle olive, per poi tenerlo in un luogo buio e consumarlo il più velocemente possibile, adesso un’alternativa potrebbe essere quella di inserire la bottiglia di olio trasparente in un packaging in cartone, che svolga una funzione protettiva nei confronti del contenuto.

Si tratta di una soluzione ben accolta da numerose aziende, anche italiane, che cercano quotidianamente di preservare la qualità dei loro prodotti e di offrire al consumatore finale solo merce eccellente e sicura per la salute.

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