La nuova veste della Doc delle Venezie, la più grande d’Italia

La Doc delle Venezie investe nel rebranding. Tra gli obiettivi, diventare più competitivi e riconoscibili dal consumatore di tutto il mondo

La Doc delle Venezie apre il 2021 con un grande progetto in cantiere. Portare avanti una massiccia operazione di rebranding che renda il marchio più riconoscibile non solo nel mondo – l’export è, per la denominazione, il canale più importante – ma anche all’interno del territorio nazionale.

Doc delle Venezie, la storia della denominazione più grande d’Italia

La Doc delle Venezie conta migliaia ettari di vigneto – ben 29mila – che la rendono oggi la più grande Doc d’Italia. Un valore di produzione che supera i 460 milioni di euro e che, nonostante il periodo complicato che tutto il settore vive, continua a crescere. Nel 2020, ad esempio, la Doc delle Venezie ha segnato un +4,7% di imbottigliato, pari a 10,5 milioni di bottiglie in più sull’anno precedente. E pensare che il Consorzio è relativamente giovane. Nato ad Aprile 2017, in pochi anni ha conseguito diversi obiettivi con lo scopo di tutelare la denominazione di origine del Pinot Grigio del Triveneto. Ora, tocca appunto al rebrainding.

Doc delle Venezie si punta anche sul territorio. Ecco il progetto

L’obiettivo del Consorzio Doc delle Venezie è chiaro. Aumentare la reputation del marchio collettivo che rappresenta la più estesa area vocata al Pinot grigio a livello mondiale e, soprattutto, a legare la propria immagine a tutti i valori intrinsechi di cultura e territorio che lo contraddistinguono.

A portare avanti l’operazione di rebrainding, sarà il rinomato network internazionale Grey. L’agenzia è stata incaricata di sviluppare dapprima una forte identità di marca, per arrivare infine a un piano di comunicazione rivitalizzato e su misura. Per il Consorzio Doc delle Venezie è tempo ormai di “riposizionarsi” e aggiornare la propria identità, per diventare ancora più competitivi e facilmente riconoscibili dal consumatore di tutto il mondo.

Un’operazione che andrà a rafforzare notevolmente la brand awareness. Il progetto non solo aiuterà a legare il Pinot grigio all’areale produttivo di riferimento mondiale, il Triveneto, e quindi alla DO delle Venezie, ma svilupperà anche una conoscenza dei sistemi certificativi e del percorso di incremento della qualità. Non ultimo, produrrà una maggiore coscienza d’acquisto.

Il consumatore internazionale, la forza dell’export

L’ampio progetto di riposizionamento pensato dal Consorzio Doc delle Venezie non può prescindere da un’attenta analisi del consumatore internazionale. Una mossa importante, vista la quasi totale vocazione all’export del Pinot grigio delle Venezie. Circa il 96% della produzione, infatti, esce dai confini nazionali. Meta primaria, gli USA, che assorbono circa il 40% della produzione DOC, seguiti da Germania e UK.

Sono questi, in generale, mercati importanti per il vino italiano, come dimostrano i dati usciti a fine anno. Il mercato USA ha segnato un rallentamento, meno 6% – ecco perché le associazioni di categoria chiedono un impegno su più fronti per rilanciare le esportazioni. In generale, l’export del vino italiano ha visto un recupero nell’ultimo trimestre del 2020 – dati UIV e Isme – un dato che fa ben sperare in ottica futura.

In questo piano non verrà però esclusa l’Italia. Diventerà, infatti, indispensabile costruire una notorietà di marca anche e soprattutto all’interno dei confini nazionali.

Far conoscere il valore della Doc, un’arma in più

Varie ricerche ci confermano che ancora oggi una larghissima parte dei consumatori di vino, e non solo americani, non sia ancora bene al corrente delle implicazioni e delle specifiche contenute nel concetto di DOC. Ovvero cosa questo ‘sigillo’ effettivamente significhi e sottenda – , commenta Sandro Sartor, Consigliere e Coordinatore Marketing in seno al CdA del Consorzio delle Venezie -. A maggior ragione quando vedono il nome dello stesso vitigno, come il caso del Pinot Grigio, riportato in bottiglie di diversi territori e paesi di origine”.

“Sappiamo invece – continua Sartor – che una volta informati, i consumatori si dimostrano molto sensibili ed interessati ai valori insiti nel concetto di Denominazione di Origine Controllata. Con questa operazione di rebranding, il Consorzio ha ora l’opportunità di portare nelle case dei nostri consumatori non solo il concetto di certificazione, di sicurezza, di controllo ma anche tutte le garanzie di elevata qualità. Sia della materia prima che della sua trasformazione e far conoscere quindi il grande valore aggiunto della nostra denominazione”.

Sarà una sfida interessante” aggiunge il Presidente Albino Armani.  “Non sarà facile riuscire a raccontare un progetto inedito e ambizioso che è stato capace di costruire un’identità territoriale allargata. Il progetto, infatti, coinvolge tre aree produttive ‘simili e diverse’ allo stesso tempo, ma che hanno saputo fare squadra nell’interesse di un patrimonio comune. Oltre a confermarsi come vero punto di riferimento della produzione nazionale e globale di Pinot grigio“.

La nuova campagna di comunicazione integrata verrà lanciata l’estate prossima e raggiungerà il pubblico attraverso vari canali. Si andrà dai social media alla carta stampata, oltre a network televisivi.

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