La Francia riscopre i suoi vitigni scomparsi

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Secondo La Revue du vin de France sta prendendo piede una nuova tendenza che rivaluta alcune varietà autoctone quasi scomparse come l’Aduï o il Lauzet

Nel mondo del vino è risaputo che la Francia è da sempre il Paese che ha dettato stili e vitigni: Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Chardonnay, Sauvignon sono alla base della viticoltura del Nuovo Mondo, diffusi dagli Stati Uniti all’Australia. Quindi nonostante in Francia esistono 210 varietà diverse di vite, l’80% della pr\oduzione di vino ruota attorno ad appena 10 varietà.
Secondo La Revue du vin de France, la rivista enoica con più letta dai francesi, pare che questa tendenza stia cambiando, poiché oggi la viticoltura in Francia sta riscoprendo alcuni vitigni dimenticati anche da secoli. Non si tratta solo di una scelta romantica ma anche pratica: i vitigni antichi, come l’Aduï, vitigno autoctono della Savoia del vino fino al XIX secolo, o il Lauzet, uva a bacca bianca tipica del Jura, hanno una risposta superiore al riscaldamento globale rispetto a quelli più diffusi.
Le varietà autoctone italiane non sono mai scomparse e sono alla base della produzione del Bel Paese. Forse il futuro riserverà a chi ha da sempre preservato il patrimonio enologico autoctono delle grandi soddisfazioni, con un’inversione di rotta dei consumi a discapito dei prodotti monovarietali e a vantaggio dei vini nati da vitigni più di nicchia.

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