La Francia del vino non si salva dai dazi Usa

A differenza dell’Italia, i vini francesi continuano a essere assoggettati ai dazi imposti da Trump. La decisione di Washington arriva prima del weekend. “Brutto colpo, situazione già difficile” denuncia la Fevs

Mentre l’Italia del vino gioisce per aver scampato ancora una volta l’incubo dei dazi made in Usa (ne abbiamo parlato qui), dall’altra parte delle Alpi la situazione è complicata. La Francia, infatti, ha visto la settimana scorsa il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump confermare le tasse già in vigore sui propri vini.

Un contenzioso legato alla questione Airbus e Boeing e che ora, sommata alle conseguenze economiche del lockdown e del Coronavirus, rischia di rendere la situazione del vino francese ancora più difficile.

Il ministro dell’economia francese, Bruno Le Maire – riporta il quotidiano Le Monde – ha domandato “qualche giorno fa al commissario europeo Phil Hogan di accelerare il regolamento di questo conflitto, affinché non ci sia più alcuna sanzione contro i prodotti francesi, tanto quelli aeronautici quanto quelli vitivinicoli”.

Intanto – aggiunge Le Monde – la Federazione degli esportatori di vini e distillati francesi (FEVS) ha espresso il suo rammarico per il mantenimento dei dazi da parte degli Stati Uniti. Dazi che, precisa la Fevs “continuano a penalizzare fortemente gli esportatori in un momento in cui siamo estremamente fragili a causa delle crisi economica e sanitaria”.

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