La filiera del vino incontra il Ministro Patuanelli: Prosek e promozione temi scottanti

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È andato in scena oggi, martedì 5 ottobre, l’incontro tra i principali rappresentanti della filiera del vino italiano e il Ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli. I temi all’ordine del giorno erano tanti e importanti. Si è parlato di nuove diciture in etichetta vino – legate al piano europeo per la lotta al cancro – e di promozione. Spazio anche per una delle notizie sul vino italiano più di attualità: la questione Prosecco-Prosek. Presenti, oltre al Ministro, i presidenti di Alleanza delle Cooperative, Assoenologi, Cia, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini e Unione Italiana Vini. Insieme a loro, anche il Sottosegretario Gian Marco Centinaio.

Incontro vino – Patuanelli: difesa del vino italiano dagli attacchi

La filiera del vino italiano ha chiesto al Ministro Patuanelli un “intervento forte”. Tanti i temi su cui è richiesto il supporto delle Istituzioni per un settore, quello enologico, che è oggi tra i rappresentanti dell’eccellenza del Made in Italy nel mondo.

Proprio i presidenti di Alleanza delle Cooperative, Assoenologi, Cia, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini e Unione Italiana Vini avevano sollecitato un vertice urgente per discutere delle questioni più impellenti riguardanti il comparto. Vertice che è andato in scena oggi e che ha tracciato la strada da seguire nei prossimi mesi.

Stefano Patuanelli

Lotta all’abuso di alcol. Cosa cambierebbe per il vino italiano?

Tra i primi argomenti affrontati, quello dell’introduzione (possibile) di nuove diciture in etichetta vino. In particolare modo, la filiera fa riferimento a quanto proposto da Bruxelles nell’ambito del piano di lotta contro il cancro. “Riteniamo utile – aveva spiegato all’uscita della notizia, lo scorso febbraio, Sandro Boscaini, Presidente di Federvini – che all’interno di un documento così ampio sia stato dedicato un paragrafo al consumo dannoso di alcol […]. Sono invece da respingere misure fiscali e regolamentari che tendono a demonizzare la nostra cultura del bere e della socialità”.

Non solo. Nell’incontro di stamattina si è ricordato anche il rapporto di implementazione della strategia alcol dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Entrambi, sottolinea una nota congiunta della filiera “contengono proposte in grado di arrecare seri pregiudizi al vino italiano“. 

“Nel documento presentato – continua la nota – la Commissione indica alcune azioni che intende mettere in campo per raggiungere l’obiettivo di riduzione del consumo dannoso di alcol. Il piano è anche supportato da un progetto di relazione parlamentare che inasprisce ulteriormente le indicazioni della Commissione e che rischia di dare legittimità politica alle stesse. L’OMS, inoltre, nel piano di azione dedicato, intende ridurre del 20% il consumo di alcol (e non il consumo ‘dannoso’ di alcol) entro il 2030″.

“Entrambi i documenti – ha spiegato la Filiera – sono in una fase piuttosto avanzata della discussione. È fondamentale che l’Italia porti avanti con atti ufficiali, in tutte le sedi opportune, istanze di equilibrio, buon senso e ragionevolezza, elementi che da sempre contraddistinguono la posizione italiana. Il tutto, evitando raccomandazioni fiscali e normative di tipo proibizionistico che, lungi dal colpire l’abuso, hanno il potenziale di infliggere un danno ingiustificato a un settore fiore all’occhiello dell’agroalimentare del nostro Paese. E che penalizzano proprio il consumo moderato di vino, uno dei componenti principali della dieta mediterranea riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità”.

incontro filiera vino patuanelli

Progetti di promozione vino italiano all’estero

Si è poi passati a un altro tema urgente che riguarda, stavolta, la promozione del vino italiano all’estero. “L’Europa ha avviato una riforma che rischia di escludere i prodotti vitivinicoli dalla possibilità di accedere al budget dedicato alle attività promozionali in Europa e nel mondo” ricorda la nota della Filiera.

Così, i rappresentanti hanno chiesto al ministro Patuanelli grande attenzione affinché il settore non sia escluso dai progetti che hanno permesso, negli anni, di raggiungere risultati importanti in termini di valore e di export. Le stesse Organizzazioni della filiera vitivinicola hanno ribadito la necessità di essere coinvolte nella definizione del piano nazionale di comunicazione istituzionale per il settore che il MIPAAF ha deciso di adottare.

Vale la pena ricordare quanto sia importante l‘export del vino italiano per le aziende del settore – e non solo. Le esportazioni sono state, insieme all’e-commerce, uno dei trend del mercato del vino italiano nei primi mesi del 2021. E tra le proiezioni del fatturato del vino italiano 2021, le vendite fuori dai confini nazionali continuano a registrare un segno più. Veder tagliare o rendere più difficili attività che promuovano i brand del vino del Belpaese all’estero sarebbe davvero un duro colpo.

Prosecco – Prosek: la disputa continua

C’è stato poi spazio per discutere uno dei temi più discussi degli ultimi giorni: il dibattito Prosecco e Prosek croato.

“Sulla questione – si legge nel comunicato – la Filiera ha apprezzato il sostegno del Governo e la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato. Ora è necessario uniformare gli argomenti a difesa compatta del rigetto del riconoscimento della Menzione Tradizionale Croata”. Dal momento della pubblicazione della domanda in Gazzetta Ufficiale, avvenuta a fine settembre, l’Italia ha 60 giorni di tempo per reagire.

Gli altri argomenti trattati: OCM Vino e sostenibilità

Sono state poi rappresentate le imminenti scadenze riguardo l’OCM vino e lo standard unico sulla sostenibilità. L’Italia è stata la prima al mondo a parlare di un decreto sostenibilità del settore vitivinicolo. Ultimamente, poi, è stato presentato il Sustainable Wine Roundtable (SWR), per trovare uno standard unico di sostenibilità a livello mondiale.

Discusse, infine, le difficoltà rispetto ai pagamenti sullo stoccaggio, riduzione delle rese e concessione delle nuove autorizzazioni. “Il ministro Patuanelli – conclude la nota – ha assicurato il massimo impegno personale e della struttura per un settore così determinante per l’economia nazionale, al fine di preservare gli operatori dalle difficoltà riportate”. 

La Filiera ha espresso soddisfazione per l’incontro e per il fatto che il ministro abbia dato attenzione e indicato le modalità di approccio e gestione per ogni argomento trattato. 

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