La bioarchitettura in cantina: il progetto de La Serena

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La cantina di famiglia, a Montalcino, realizzata nel rispetto del territorio e in armonia con il paesaggio: così La Serena produce Brunello a Montalcino

C’è una cantina, a Montalcino, che non può non saltarvi all’occhio mentre vi aggirate alla scoperta di questa terra di grandi vini. E non solo per la sua lunga storia – qui si fa vino da quasi 90 anni – per l’eccellenza delle sue etichette e per la passione e l’originalità del suo proprietario, Andrea – tutti aspetti che, comunque, la rendono unica. Uno dei segni distintivi de La Serena è proprio la sua cantina, costruita secondo i principi della bioarchitettura a inizio anni 2000 dall’Arch. Marcello Mantengoli, fratello di Andrea. Una struttura che si integra armoniosamente con il paesaggio, i cui colori richiamano quelli del territorio di Montalcino e che proprio quel territorio vuole proteggere e rispettare.

 

“Mediante l’architettura l’uomo crea i suoi spazi fisici e metafisici e l’architettura è l’arte che più di ogni altra trasforma e modella il territorio – ci racconta Marcello Mantengoli, colui che ha progettato la cantina di famiglia – La ricerca della qualità sia indor che di contesto ambientale impone l’utilizzo di materiali naturali e pratiche sostenibili nei confronti della nostra Madre Terra”.

Bioarchitettura, giusto, ma cosa significa? Marcello ci viene ancora in aiuto. “Il prefisso Bio significa vita; Architettura è la nobile arte di creare spazi per l’uomo. A un certo punto è sorta la necessità di affiancare ad Architettura il concetto di vita, come monito nei confronti di alcune abitudini progettuali che sembravano aver preso la deriva del funzionalismo e della ricerca del massimo profitto sia nei processi costruttivi che nella scelta dei materiali da costruzione”.

 

Creare una cantina da zero significa anche poterla adattare alle proprie necessità: in questo caso, il rispetto del territorio, ma anche le necessità di un vino esigente e delicato come il Brunello. “È una struttura studiata seguendo quello che per noi è fare vino a Montalcino – racconta Andrea, che, da produttore, conosce bene cosa serve per dar vita a un grande vino – Qui abbiamo bisogni di spazi in più per conservare le diverse annate, ma anche per lo stoccaggio. Nella nostra cantina tutto è pensato per il vino e per l’ambiente in cui questo nasce”.

 

E sempre a proposito dei grandi spazi, i due fratelli concordano su qual è la loro sala preferita di tutta la cantina. “Vado fiero del locale di invecchiamento perché è quello esteticamente più bello, alto circa 5 metri. Volevamo creare un ambiente suggestivo ed abbiamo anche sovrapposto le botti, mentre il gioco di archi dà allo spazio un forte carattere” afferma Marcello, e Andrea gli fa eco: “È tutto studiato con volte, travi a rombo, e mezzane in cotto, neanche l’illuminazione è lasciata al caso. È il posto più suggestivo, che fonde con i suoi elementi tradizione e modernità come avviene nel mio brunello. qui si porta avanti un passaggio prezioso: l’invecchiamento”. Che cosa dire della sala degustazione posizionata all’ultimo piano della torre? qui la degustazione diventa un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, dato che l’assaggio è accompagnato da una vista mozzafiato che abbraccia il territorio dal Monte Amiata a Montalcino passando per Pienza, e all’imbrunire si allunga lo sguardo fino alle luci di Siena. Vi è poi l’ingresso che non è da meno: “È la mia seconda sala preferita – conclude Andrea – utilizzata a volte come sala degustazione. A saltare all’occhio è un grande affresco a tutta parete che ripercorre la nostra storia dal 1933 fino a oggi”. Una storia cominciata due generazioni fa e che ancora oggi conserva i punti fermi della sua filosofia: ricerca dell’eccellenza e rispetto di un territorio generoso e speciale.

Bio-architecture in the cellar, La Serena’s project

The family’s winery, in Montalcino, has been designed in the respect of the territory and in harmony with the landscape: in this same way La Serena makes its Brunello in Montalcino

 

There is a winery in Montalcino that you cannot miss while you wonder discovering this land of great wines. And not only because of its long history – here they have been making wine for almost 90 years – but also for the excellency of its labels and for the passion and the originality of its owner Andrea- all of these features make this winery unique. One of the hallmarks of La Serena is its cellar that has been built in the early 2000’s following the bio-architecture principles by the architect Marcello Mantengoli, Andrea’s brother. It is a structure that blends perfectly with the landscape and its colours recall the ones of the Montalcino’s area which is the very area that this cellar aims to respect and protect. 

“Through architecture we create our physical and metaphysical spaces and the architecture is the art that more than others is able to transform and model the territory- this is what Marcello, the one who projected the family’s winery, tells us- The search for quality indoor as well as in an environmental context requires the use of natural materials and sustainable practices towards our Mother Earth”. 

Bio-architecture, right, but what does that mean? Marcello helps us once again: “ The prefix Bio means life; Architecture is the noble art of creating spaces for the human being. At a certain point the need arose for combining to Architecture the idea of life, as a warning towards some design practices that seemed to decay into functionalism, looking for the maximum gain in the building processes as well as in the choice of the building materials”. 

Creating a cellar from scratch means also to adapt it to your own needs: in this case the respect for the territory but also taking into account the need of a demanding and delicate wine such as the Brunello. “It is a structure designed by following what means for us to make wine in Montalcino- Andrea tells us, he as a wine-maker knows exactly what is needed to give birth to a great wine – Here we need more space in order to preserve the different vintages, but also for the storage. In our winery everything is about the wine and the space in which it is born” 

And talking about big spaces the two brothers agree on what is their favourite room in the whole cellar. “ I am proud of the ageing room because it the more aesthetically pleasing one, it is almost 5 meters tall . We wanted to create an evocative area and we have also stacked the barrels, while the play of arches gives to the space a very strong character” says Marcello and Andrea follows “Everything is designed with vaults, rhombus beams and terracotta bricks, and the lighting is not left to the chance as well. It is the most evocative area that, with its elements, is able to blend tradition and modernity, just like my Brunello. Here we carry on a very precious step: the ageing”. And what about the tasting room which is located at the top floor of the tower? Here the tasting becomes an experience involving all the senses, since the tasting happens in front of a breath-taking landscape that follows the whole Amiata area and Montalcino passing through Pienza and at dusk you can reach the lights of Siena. Then we have the entrance that is just as impressive as the rest. “It is my second favourite room- Andrea concludes – it is sometimes used as tasting room. What immediately stands out is a huge fresco spanning the entire wall that traces our history since 1933 to today”. A history that has begun two generations ago and that still today keeps the fixed points of its philosophy: the search for excellency and the respect for a generous and special territory. 

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