Italian sounding, Food & Beverage e made in Italy: l’experience passa dal web

Recensioni, e-commerce e digital marketing: gastronauti ed internauti alla caccia di italian sounding e life style.

C’è lo zampino dell’Expo nella presa di coscienza della forza del marchio made in Italy: dal 2015 infatti i motori di ricerca hanno registrato un crescente italian sounding legato alla esperienze enogastronomiche nel nostro paese. Il fenomeno ha rafforzato la figura del gastronauta, ovvero del turista alla ricerca dell’esperienza gastronomica. Ma chi sono oggi i gastronauti? L’identikit dice che 49 volte su 100 sono francesi, tedeschi, inglesi, e nel 50% dei casi italiani. Il fenomeno dice che il 75% dei viaggiatori sceglie mete di vacanza in base a tipicità e specialità: ogni turista spende almeno il 25% del suo budget in food & beverage, spingendo economia locale e relativo indotto. A questo si aggiunge che il 59% dei turisti stranieri acquista cibo italiano, il 54% vino. Il made in Italy come traino per le esportazioni agroalimentari nel 2017 ha superato i 40 miliardi di euro (+70% in 10 anni).
E dove selezionano gli itinerari i gastronauti? Sul web dove, dopo gli Stati Uniti, l’Italia è il paese più cliccato per recensioni con Firenze al 15° posto, Milano al 16° e Roma al 25°. Ma l’italian sounding non attrae solo il turista, poichè anche tra gli internauti si registra un crescente shopping online di prodotti made in Italy: oggi il 10% di alimenti e bevande sono venduti tramite e-commerce, ma la stima parla del 25% entro il 2025. Solo le aziende del settore enogastronomico digital e attive possono scongiurare l’esclusione da una fetta importante di mercato, esattamente come accadde nel turismo 15 anni fa.

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