Vinitaly 2022: Che ne pensano i giovani produttori? Ne parliamo con Adolfo Scuotto

Approfondiamo insieme ad Adolfo Scuotto alcuni temi per capire quale è stata l’impressione dei giovani produttori sul Vinitaly 2022.

Non c’è un modo più giusto per descrivere il Vinitaly 2022 se non con la parola entusiasmo. Si leggeva negli occhi dei giovani produttori come A.Scuotto che abbiamo incontrato, si viveva nell’ipnotico brusio dei padiglioni, è stato entusiasmante persino “La manifestazione è (per ora) conclusa” che mandava tutti alle affollate navette. Ora che si è chiusa l’edizione del Vinitaly “della ripartenza” e i produttori stanno tornando nelle proprie cantine per tirare un po’ le somme, vi riportiamo in mezzo a quei padiglioni e chiediamo proprio a un giovane produttore di toglierci qualche curiosità.

Ci facciamo due chiacchiere con Adolfo Scuotto, un giovane produttore con una maturità capace di dare degli ottimi spunti su cui riflettere e con un piglio comunicativo coinvolgente e garbato che piace, sa di autentico, anzi di autoctono, e a volte dallo schermo del cellulare è complicato trasmettere.

Prima la domanda di rito. Commenti sul Vinitaly.

“Dato il momento non ci si poteva aspettare certo il Vinitaly dai grandi numeri, ma come ben sai non necessariamente questi grandi numeri portano grandi risultati, ammesso che le aziende vedano il Vinitaly come la possiblità di fare produzione e non come una vetrina. Io personalmente l’ho sempre vista come una opportunità. E questo sia per rivedere clienti storici, agenti, importatori e tante persone che a malapena riesci a incontrare durante l’anno, ottimizzando anche i costi che sarebbero più alti se pensassi ad altrettante trasferte, sia, ovviamente, per trovare delle nuove opportunità di business. Un Vinitaly diverso come lo era stato anche quello della Special Edition dello scorso anno”.

Ci sarà l’esigenza di ridisegnare il Vinitaly di domani, con idee nuove e una spinta ulteriore sul pubblico straniero. In che direzione si andrà per le prossime edizioni?

“La fiera ha già da anni, per fortuna, intrapreso una politica di accessi molto più selettiva, sia per l’aumento dei prezzi che per il numero di biglietti, ed è bene che si continui su questa linea. Ho qualche perplessità sul quarto giorno, il mercoledì, che a mio avviso è quello dal punto di vista lavorativo meno interessante. Per il resto credo che si debba anche buttare un occhio alla ‘concorrente’ Prowein. Ho notato, ma non soltanto quest’anno, che alcuni importatori si stanno spostando solo su Dusseldorf, immagino per il respiro più internazionale”.

Io ho visto tanti giovani volti durante questo Vinitaly. Ed è stato davvero bello confrontarmi con questo ritrovato entusiasmo che forse sintetizza un po’ il sentiment di questa edizione. Sei d’accordo?

“Abbiamo lavorato tutti molto in questi due anni per cercare di mantenere al massimo il legame con tutti i nostri clienti. Non è facile per niente quando devi lavorare da remoto e non puoi andare di persona a presentare i tuoi prodotti, a rafforzare quei rapporti di fiducia e di amicizia costruiti in tanti anni di lavoro. Per questo direi che la cosa più bella è stata proprio quella di potersi vedere dal vivo, per raccontarsi tutto questo di persona e non solo attraverso uno schermo. Quindi entusiasmo e ripartenza direi che sono i sostantivi giusti per questa edizione”.

Se avessi la possibilità di scegliere tu chi trovarti davanti allo stand chi vorresti?

“Mi piacerebbe ritrovare la Nonna materna. La persona che ha sempre creduto in me, sostenendomi e supportandomi fin da quando ho mosso i primi passi. Una presenza costante anche durante l’adolescenza. Ho un ricordo nitido di lei che mi ascoltava, annuendo compiaciuta, mentre studiavo per gli esami all’università. Purtroppo si è spenta prima che potessi condividere con lei i piccoli e grandi successi lavorativi. Sono sicuro che avrebbe tappezzato le stanze con articoli, diplomi e quant’altro, istituendo perfino un official funclub al quale mettersi a capo”.

Il tuo stand ha visto tanti visitatori che ti cercavano. Sei un personaggio. Parlami un po’ di questo. Qual’è il giusto equilibrio tra essere un personaggio e fare di questo la carta vincente per la tua azienda.

“Be’ ti ringrazio per la considerazione, ma sono ben lontano da quel livello di notorietà. Però di certo posso affermare che è palpabile e mi gratifica tanto constatare che c’è un affetto, una considerazione ed un sostegno alla persona oltre che al vino e all’azienda che rappresento. Tutto ciò che sono e ciò che faccio è assolutamente coerente con il mio modo di comunicarlo alle persone. Non ho sovrastrutture ed il mio registro vocale, anche sui canali social ad esempio,  è lo specchio fedele del mio temperamento e del mio modus vivendi. E’ ormai noto che, nelle persone che incontri nella vita reale e nelle piazze virtuali, esiste una trasposizione inconsapevole tra ciò che trasmette il produttore in termini di valori, sentimenti e quant’altro e il “percepito” sui suoi Vini. Il produttore finisce per somigliare ai suoi Vini e viceversa. Quindi rispondendo alla tua domanda più che di equilibrio, per un’azienda familiare quale Tenuta Scuotto, si può parlare di fusione o sovrapposizione tra Produttore e Prodotti nella costruzione della Brand Identity dell’azienda”.

Ci sarai al Vinitaly 2023?

“Me lo auguro di certo. Vinitaly rimane sempre un appuntamento importante per un’azienda vitivinicola italiana, purché questa ci arrivi preparata”.

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