Vendemmia in Lazio 2022: buona qualità e sanità delle uve

A parlarci della vendemmia 2022 in Lazio è Ilaria Palumbo, vicepresidente di Assoenologi Lazio e Umbria.

Anche in Lazio la vendemmia 2022 si è conclusa da qualche giorno e anche in questa regione la grande incognita si è chiamata siccità: la lunga assenza di precipitazioni, che nel primo semestre ha significato un -45% in media per tutta l’Italia, ha spaventato i viticoltori che, comunque, sono riusciti a salvare la produzione.

In foto: Ilaria Palumbo, vicepresidente di  Assoenologi Lazio
In foto: Ilaria Palumbo, vicepresidente di Assoenologi Lazio

A parlarci del quadro generale della situazione è Ilaria Palumbo, vicepresidente di Assoenologi Lazio e Umbria.
“Veniamo da una stagione molto particolare, che è culminata con una vendemmia che in alcune zone del Lazio è stata anticipata a fine luglio. Un fatto che non si vedeva da decenni. Per tutta la fase della germogliatura non abbiamo avuto le solite piogge, ma durante la fase della fioritura non sono stati grossi problemi nelle piante. Le alte temperature hanno provocato un rallentamento vegetativo, soprattutto per quei vigneti che non è stato possibile irrigare. Nel complesso la qualità e la sanità delle uve sono molto buone, grazie all’assenza di attacchi parassitari e il nullo impiego di trattamenti. La carenza idrica ha ridotto il peso dei chicchi, e la resa è in linea con quella dello scorso anno. L’attenzione al consumo di energia e agli sprechi è maggiore in questa annata così difficile. Le aziende vinicole devono sopportare un duplice aumento, quello dell’energia appunto e i costi di vetro e packaging. Alcune realtà virtuose già puntano sulle rinnovabili, ma è un cambio di passo che non sempre le piccole aziende sono in grado di fare”.

(Tommaso Nutarelli)

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