Tappo in sughero: tra economia circolare e tradizione

In un contesto sempre più incline alla sostenibilità, il sughero torna a far parlare di sé: “Rappresenta la chiusura preferita per circa 13 miliardi di bottiglie all’anno”

Proprio quando siamo arrivati a pensare che il tappo di sughero fosse ormai rimpiazzato da quelli di plastica più economici, abbiamo assistito a una sorta di rinascita.

Questo perché essendo in un periodo storico dove si punta sempre più alla sostenibilità, il sughero torna a far parlare di sé. Abbiamo parlato delle sue varie sfaccettature e delle prospettive future con Alessandro Canepari, il Coordinatore gruppo sughero di Assoimballaggi, Federlegno.

Il tappo di sughero è il grande classico, quanto si è sviluppato il settore?

“Il settore del sughero ha registrato una crescita continua, oggi, pur in presenza di varie soluzioni alternative, è la chiusura più utilizzata in molti Paesi del mondo e rappresenta la chiusura preferita per circa 13 miliardi di bottiglie all’anno”.

In numeri quanta richiesta c’è oggi?

La produzione media di sughero nel mondo è di circa 200 mila tonnellate. Le esportazioni mondiali di questo materiale hanno un valore che si aggira sugli 1,8 milioni di euro rifornendo il 70% dei mercati mondiali delle chiusure. La produzione in sughero si concentra nel bacino del Mediterraneo occidentale. In Italia la produzione totale di sughero è principalmente destinata ai tappi, circa 1 miliardo e mezzo di pezzi ogni anno, rappresenta il 70% della produzione dell’intero comparto. Il settore vinicolo è il mercato di riferimento di questo materiale. La rimanente produzione derivante dai materiali di scarto, si suddivide poi fra bio-edilizia (16%), settore calzaturiero (9%) e artigianato (3%). Il sughero vanta poi applicazioni anche nella nautica, nell’arredamento, nel design, nei giochi e persino nell’abbigliamento e negli accessori”.

In relazione all’aumento del costo delle materie prime causato anche dalla crisi geopolitica, quali sono le prospettive di crescita?

“Essendo il sughero un materiale naturale che si produce a partire dall’estrazione della corteccia della cosiddetta quercia da sughero, non si registrano particolari problemi in relazione alla disponibilità del materiale. Chiaro che, invece, i costi di produzione sono aumentati a causa degli aumenti nel trasporto, nell’energia. Questo potrebbe essere un vantaggio rispetto a materiali alternativi che registrano difficoltà nel reperimento delle materie prime”.

Si può parlare del sughero utilizzato per la realizzazione dei tappi come elemento sostenibile?

“Le caratteristiche principali del sughero sono: leggerezza, immarcescibilità, elasticità, isolamento. Infatti, viene utilizzato molto nel settore edilizio proprio per le sue proprietà isolanti. Ma la maggiore peculiarità è legata al suo essere un materiale naturale, derivante dalla foresta. In quanto materiale naturale è di per sé ambientalmente sostenibile. Ed è un esempio virtuoso di economia circolare perché nasce dalla foresta per ritornare, a fine vita, o nella terra sottoforma di compost (se raccolto con l’umido) oppure, se raccolto in maniera dedicata, diventerà un bellissimo oggetto di design o avrà nuova vita in vari ambiti, tra cui bioedilizia, calzaturiero, artigianato”.

Come si può parlare di innovazione e valorizzazione di questo materiale?

“Oggi la qualità dei materiali forniti è ulteriormente progredita in virtù di nuove tecnologie applicate e di sistemi di controllo moderni e sofisticati che garantiscono un livello di affidabilità elevatissimo”.

Quali sono le prospettive future?

“Sicuramente il tappo di sughero naturale è sempre più identificato con i vini di qualità, perché il sughero riesce a valorizzare le caratteristiche chimico-fisiche identificative del vino. Il tappo di sughero tecnico, d’altro canto, è la chiusura più venduta al mondo, duttile e affidabile. Importante è anche il settore degli spirits che sta utilizzando sempre maggiori quantità di sughero per le proprie chiusure”.

(Martina Ciliani)

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