Con la realtà aumentata le etichette prendono vita

Un nuovo modo di comunicare, informare e coinvolgere il consumatore. Ce ne parla Frankie Caradonna, Creative Director di Comastudio UK.

Da semplici etichette per il vino a strumenti per emozionare ed informare. Grazie alla realtà aumentata le bottiglie di vino con le proprie etichette prendono vita e comunicano con il consumatore. Le etichette si configurano quindi come un ecosistema dalle mille possibilità e informazioni: uno scenario in cui la tecnologia può essere un alleato prezioso. Ce ne parla Frankie Caradonna, Creative Director di Comastudio UK.

Com’è nata questa idea di creare delle etichette in realtà aumentata?

“L’idea ci è stata proposta da Varvaglione1921 stessa, cantina tra le più antiche di Puglia e da sempre di proprietà’ della famiglia Varvaglione. La quale si è rivelata molto attenta alle nuove dinamiche narrative che oggi sono a disposizione dei progetti di comunicazione di un’azienda. Per celebrare il centenario della cantine ci hanno chiesto di immaginare un progetto in cui arte e tecnologia potessero convivere, divertire e dare accesso a qualcosa di esclusivo, in questo caso una storia illustrata e animata in un mondo di realtà’ aumentata e visibile soltanto attraverso il codice qr impresso sul collarino del nuovo vino Masseria Pizzariello, che per la cantina rappresenta il vino del futuro, un blend di Primitivo, Negroamaro e Aglianico, un single vineyards proveniente dalle vigne del giardino a ridosso della loro dimora seicentesca, elementi che si ritrovano poi nella narrazione”.

Frankie Caradonna Creative Director di Comastudio UK
Frankie Caradonna Creative Director di Comastudio UK

Come avviene la progettazione di tali etichette?

“Insieme a Lucia Emanuela Curzi, Art Director e Fashion Illustrator di COMASTUDIO, ci siamo ispirati agli aromi, ai colori e alla fauna che vive nei territori dove vengono coltivate le uve. Abbiamo raccontato la storia magica di un grillo, un bombo ed una farfalla che danno vita al nuovo vino. Il tutto possibile combinando gli acini dei diversi vitigni attraverso un rituale magico. Lucia ha creato una illustrazione interamente a mano. Fatta di una serie di elementi disegnati con una tecnica mista di acquerelli, china e pastelli, digitalizzati, e animati nello spazio di realtà aumentata. Combinando lavorazioni bidimensionali a ricostruzioni tridimensionali”.

Com’è concepita questa tendenza nel mercato Italiano ed estero?

“L’innovazione a tale riguardo sta davvero correndo. Vestiremo presto tecnologia che ci darà informazioni aumentate sulla realtà stessa, e che ci farà’ vedere e vivere lo stesso mondo in maniera diversa e personalizzata. È ormai un po’ di tempo che ci confrontiamo con contenuti di realtà’ aumentata attraverso filtri su Instagram e Tik Tok ad esempio. Le esperienze di acquisto online poi diventano sempre più interattive così come tante attivazioni all’interno degli stores dove gli spazi fisici si mischiano a quelli digitali così come nelle nostre vite.

“L’avvento della blockchain e le possibilità’ legate all’interoperabilità hanno spalancato le porte all’accelerazione della creazione e fruizione di contenuti legati al real time. Ma anche alla realtà’ aumentata, o a quella virtuale, basti notare la proliferazione di nuovi spazi in cui si svolge il nostro tempo. Da Decentraland a Roblox, da Meta a Fortnite, da Sandbox a IMVU, dagli NFTs al gaming, e siamo soltanto all’inizio. Il dialogo fra il brand e i clienti ha bisogno di essere immaginato su misura al fine di personalizzare tanto l’esperienza individuale di chi acquista, quanto la relazione emotiva con il brand”.

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