Pavimenti in resina: la soluzione ideale per le cantine di qualsiasi dimensione

Resistente, igienica e pratica, la resina si sta imponendo come materiale principe per i pavimenti in cantina

Tra le scelte progettuali che compongono la realizzazione o il rinnovo di una cantina, la pavimentazione è fra quelle che necessitano di più attenzione: il materiale che riveste la superficie calpestabile deve avere delle caratteristiche che ne garantiscano la sicurezza per gli operatori, l’igiene per i processi produttivi e la stabilità per una durata nel tempo.

Negli ultimi anni la resina si sta ritagliando un ruolo da protagonista fra i materiali più adatti per i pavimenti delle cantine.

Mathias Pascon, consulente senior per un’azienda di Conegliano Veneto leader in questo settore, ci spiega perché.

In foto: Mathias Pascon

Che cosa sono i pavimenti in resina e perché sono ideali per le cantine?

“Per pavimento in resina si intende un tipo di pavimentazione monolitica multistrato la cui realizzazione fa uso appunto di resine.

Solitamente si parla di resine bicomponenti cioè, di resine che catalizzano ed induriscono a seguito di una reazione chimica ben precisa. A questa miscelazione si possono aggiungere degli inerti, solitamente quarzi di diversa granulometria, che conferiscono resistenza meccanica alla pavimentazione stessa. Una volta realizzata la miscela, va stesa sopra al supporto esistente con cura e maestria da parte di applicatori specializzati. Alla fine, ne risulterà una pavimentazione con una superficie omogenea, monolitica, priva di fughe, impermeabile, inassorbente, antimacchia, estremamente resistente ai carichi dei muletti e delle attrezzature, antiscivolo, antibatterica e perfettamente planare. Il pavimento rimane solido e durevole nel tempo anche perchè non viene intaccato dal ph acido del vino. Le cantine vinicole hanno bisogno di una pavimentazione resistente, facile da pulire e che permetta elevate performance nelle zone logistiche. Una pavimentazione in resina risponde positivamente a tutti questi aspetti e risulta essere la soluzione ideale per questo settore”.

Quali sono le tempistiche di realizzazione?

“Variano dai 5 ai 15 giorni, a seconda del ciclo applicativo richiesto e dei mq da ricoprire. Sono poi necessari alcuni giorni di riposo del pavimento prima che possa essere utilizzato a pieno regime. Al fine di realizzare un’ottima pavimentazione in resina, è indispensabile uno studio accurato delle situazioni ambientali dove essa dovrà essere applicata. Noi tecnici andremo ad analizzare con cura la temperatura e l’umidità del supporto e dell’ambiente, poi si sceglierà il ciclo applicativo più corretto. Tutti i procedimenti si svolgono con estrema pulizia, a circuito chiuso tramite aspiratori industriali e nel rispetto dei processi produttivi dell’azienda. Una volta preparato il pavimento si procede all’applicazione della miscela di resina e quarzo adeguata al tipo di risultato richiesto. Il procedimento di applicazione può essere ripetuto più volte in base allo spessore desiderato e alle esigenze del cliente con intervalli di almeno 24/48 h tra un passaggio e l’altro”.

Perché è importante affidarsi a specialisti che possano proporre soluzioni complete?

“Nel campo dei pavimenti in resina per la cantina, ma più in generale in tutto il nostro settore, la competenza e l’esperienza sono fondamentali per la buona riuscita di un lavoro e la soddisfazione del cliente. L’altro fattore è la capacità dell’applicatore di condividere con il nostro laboratorio i riscontri sul risultato della materia prima in cantiere. Molto raramente si arriva ad avere una situazione uguale all’altra, un pavimento uguale e un’identica esigenza di operatività. Il processo di applicazione della resina è un lavoro totalmente manuale e pertanto molto influenzato dalla capacità di operare effettivamente in cantiere. Per questo diventa fondamentale il lavoro di squadra tra applicatori, tecnici di laboratorio e tecnici di cantiere. Affidarsi ad aziende che producono e applicano il prodotto finale, sicuramente aumenta le garanzie di un risultato finale ottimale e duraturo”.

(Giulia Spagnol)

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