Valorizzazione della grappa: il punto della situazione con Nuccio Caffo

Comunicazione, marketing, sostenibilità e regolamentazione: le parole-chiave di Nuccio Caffo per raccontare il valore della grappa

Nuccio Caffo, presidente del Consorzio Nazionale della Grappa, fa il punto della situazione sul distillato Made in Italy, tra emanazione del decreto e la voglia di guardare al futuro.

La grappa ha un appeal meno impattante rispetto al vino. Quali sono le strategie per rilanciarla sul mercato internazionale?

La grappa è il distillato di bandiera, un prodotto unico che ha un mercato di riferimento meno ampio rispetto a quello del vino. Non parlerei quindi di minor appeal, piuttosto della necessità di far meglio conoscere la grappa all’estero e rilanciarla sul mercato italiano ampliando a una fascia di consumatori più giovane. Per farlo, è necessario agire anche sul piano della comunicazione e del marketing

La grappa dovrebbe essere posizionata come distillato premium. Come dicevamo, è importante identificare bene il pubblico di riferimento e sviluppare strategie di marketing mirate, ad esempio, agli appassionati di distillati artigianali, agli intenditori ma anche ai giovani, magari organizzando degustazioni guidate, corsi e seminari per educare i consumatori, spiegando le varie tipologie, le tecniche di produzione e le opportunità di abbinamento cibo-grappa. Inoltre, la tradizione e la storia della grappa italiana possono contribuire a creare un’immagine autentica e affascinante. Raccontare storie sulla produzione artigianale e sulla provenienza geografica può catturare l’interesse dei consumatori. 

Per quanto riguarda l’esportazione, i dati positivi dell’ultimo anno ci fanno capire che ci sono già mercati internazionali promettenti sui quali sarà opportuno concentrarsi. In sintesi, per far crescere la grappa nei mercati internazionali, è necessario concentrarsi sulla qualità del prodotto, sulla narrativa dietro il marchio e sulla creazione di un collegamento emotivo con i consumatori, tutte azioni fondamentali per aumentare la consapevolezza e l’interesse nei confronti di questa eccellenza italiana.

Grappa e sostenibilità: a che punto siamo

Comunicare gli sforzi del settore per produrre grappa in modo sostenibile, rispettando l’ambiente e promuovendo pratiche agricole responsabili è un altro dei punti chiave per far conoscere la complessità di un prodotto così particolare. 

Come sappiamo, la grappa nasce dai sottoprodotti della vinificazione cioè vinacce e fecce di vino che restano dopo la spremitura dell’uva. Quindi, per sua natura, è un prodotto sostenibile ante litteram. Oggi, l’attenzione dei distillatori è rivolta a ridurre al massimo gli sprechi impiegando appunto i sottoprodotti della lavorazione per produrre, ad esempio, compost o da utilizzare per le fonti di energia rinnovabile. 

In generale, ci sono distillerie che stanno facendo progressi significativi nella direzione della sostenibilità, ma c’è ancora molto lavoro da fare per raggiungere livelli elevati di sostenibilità in tutta l’industria della grappa. La crescente consapevolezza ambientale e la domanda dei consumatori per prodotti sostenibili stanno spingendo l’industria verso un maggiore impegno in questo ambito.

Ci siamo lasciati oltre un anno fa con il decreto per l’adozione del Regolamento per la costituzione dei Consorzi di Tutela delle bevande che doveva essere firmato e, notizia recente, la situazione si è finalmente sbloccata. Quanto impatterà la firma del decreto sulle azioni del Consorzio?

La bella notizia della firma del decreto che detta le regole per il riconoscimento dei consorzi IG per le bevande spiritose è arrivata a fine luglio. Questo provvedimento, atteso dal settore dal 2016, rappresenta una pietra miliare nella valorizzazione dei prodotti di eccellenza e nella salvaguardia dei diritti degli operatori. 

Come Consorzio Nazionale Grappa siamo molto soddisfatti di questo risultato. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha compiuto un importante passo avanti per la tutela delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose con l’adozione del nuovo Regolamento per la Costituzione dei Consorzi di Tutela.  Il Regolamento, basato su un disciplinare specifico, definisce le modalità per la costituzione dei Consorzi di Tutela delle bevande spiritose, i quali avranno il compito di fornire assistenza tecnica e di garantire una stretta collaborazione per proteggere le indicazioni geografiche da abusi, atti di concorrenza sleale e contraffazioni. 

In particolare, il Consorzio agirà nell’interesse e a vantaggio di tutti i soggetti inseriti nel sistema di controllo delle indicazioni, e potrà operare in tutte le sedi giudiziarie e amministrative per preservare l’Indicazione Geografica (IG) e tutelare gli interessi e i diritti degli operatori del settore. Un provvedimento la cui importanza è fondamentale per la promozione e la tutela della grappa e delle ‘bevande spiritose’ italiane nel mondo. Ora dobbiamo lavorare per dare maggiore slancio alla grappa, un prodotto che merita la giusta visibilità sui mercati internazionali. 

Intervista di Elisa Berti

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