Natale in lockdown? Ci si consola con le bollicine. Ecco i consigli di chi di Prosecco se ne intende

Il conto alla rovescia è partito: Natale si avvicina. E in questo giorno in cui, per tradizione, nelle case degli italiani si comincia ad addobbare l’albero – anche se in tanti, complici i giorni chiusi a casa, hanno anticipato addirittura a fine novembre! – c’è chi comincia già a pensare ai giorni delle feste. Feste strane, quest’anno, meno rumorose e con i posti a tavola dimezzati, ma in cui non possono mancare i rituali della tradizione: le lucine accese, il panettone e il pandoro, la tavola decorata e le bollicine per brindare.

Bollicine e Natale, un accoppiamento iconico, a maggior ragione quando il prodotto è italiano e di qualità. A raccontarci questo legame – e tanto altro – Luca Giavi, Direttore Generale del Consorzio Prosecco Doc.

Dicembre è il mese delle feste, quest’anno purtroppo diverse da come le abbiamo sempre vissute. Ci sono però cose che restano sempre uguali, come il Prosecco, che si conferma uno dei vini del Natale. Quali sono le tipologie di Prosecco preferite dagli italiani in questo periodo?

Luca Giavi, direttore generale del Consorzio Prosecco Doc

“Di sicuro in questo periodo il Prosecco preferito dagli italiani è la versione spumante Extra Dry. Si tratta anche dalla versione più classica del Prosecco, dove la morbidezza e la rotondità data dal residuo zuccherino si equilibrano con una componente acidica esaltata dall’effervescenza di un perlage  fine e persistente”.

Pensiamo già ai pranzi e alle cene delle feste. Qual è il piatto con cui consigliate di abbinare una bottiglia di Prosecco?

“A noi piace pensare il Prosecco Extra Dry, come perfetto accompagnamento di un aperitivo o di un antipasto, sia di  pesce che di carne o verdure, per poi continuare con un Prosecco Brut, che ben si abbina sia a primi che secondi piatti di pesce. Uno su tutti? Il piatto della vigilia nella tradizione venete, Bigoi in salsa, “.

Quest’anno, le feste coincidono anche con l’arrivo del nuovo Prosecco Rosé. Ci dice qualcosa in più su questa tipologia?

“Il Prosecco rosè rappresenta l’evoluzione inevitabile di un sistema spumantistico che, da anni, aveva inserito nei propri “portafogli prodotti” anche questa tipologia e che, nelle menti dei consumatori, era già percepito come Prosecco. La scelta di inserirlo nel disciplinare ha risposto, pertanto, ad un’esigenza di chiarezza e di correttezza nei confronti dei consumatori che ora hanno la certezza circa l’origine e le varietà delle uve impiegate. Dal punto di vista organolettico il Prosecco rosè, assicura tutte le caratteristiche tipiche del Prosecco, a cominciare dalla freschezza e dai sentori floreali e fruttati, ai quali si aggiungono i sentori di ciliegia e di piccoli frutti rossi tipici del Pinot Nero”.

Il Prosecco nel Mondo. Dicembre è il mese del Prosecco in Giappone. Cosa piace all’estero di questo vino tutto italiano? 

“Credo che, nel mondo, le caratteristiche maggiormente apprezzate del Prosecco, siano rappresentate dal suo essere “casual” o, tutt’al più, in alcune versioni, “smart elegant”. Scherzi a parte, credo che la chiave del successo del Prosecco sia rappresentato dalla sua versatilità, dalla capacità di abbinarsi alle cucine e ai piatti più diversi, nei diversi momenti della giornata”.

Uno sguardo al nuovo anno. Quali sono gli obiettivi del Consorzio nel 2021?

“Guardando al nuovo anno gli obiettivi sono tanti… ne dico due per tutti: aumentare il percepito delle nostre produzioni; favorire il coinvolgimento e l’identificazione dei nostri produttori e delle comunità locali nel successo della nostra denominazione”.

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