Menù di Natale, i vini da abbinare ai piatti della tradizione. Parola di sommelier!

Roberto Anesi, sommelier Ais da oltre vent’anni, ci svela i suoi segreti su quale vino abbinare ai piatti della tradizione di Natale. Un modo in più per rendere questo Natale – in zona rossa -ancora più speciale

Il menù per il pranzo di Natale e per la cena della Vigilia è pronto. Manca solo un dettaglio: quale vino abbinare? Scegliere l’etichetta giusta non è sempre facile e, spesso, un vino sbagliato può rovinare completamente un piatto che avevamo preparato con cura e fatica. Ecco perché, per non rischiare, ci siamo rivolti a degli esperti, come Roberto Anesi, Sommelier Ais da oltre vent’anni. Roberto, che da anni è protagonista di degustazioni e lezioni in tutta Italia, è stato eletto Miglior Sommelier d’Italia nel 2017 e ha risposto alle nostre domande proponendoci abbinamenti a volte classici, altre volte un po’ più fuori dai soliti schemi. Perché il bello di sedersi a tavola di fronte a una buona bottiglia di vino, a Natale come nel resto dell’anno, è anche sperimentare, provare, osare.

Roberto Anesi – Miglior sommelier Ais 2017

Roberto, partiamo da un piatto tradizionale del centro Italia, come i cappelletti in brodo. Che vino ci consigli? “Si potrebbe abbinare in maniera interessante ad un Albana secco, preferibilmente da uve belle mature in modo da sfruttare anche quel leggero velo tannico che questo vitigno bianco sa regalare. Questo per contrastare con quella parte grassa del brodo di cappone”.

Continuiamo con i primi della tradizione: non possono mancare le lasagne alla bolognese! “In questo caso, a me piace sempre molto abbinare la bollicina per andare a contrastare quella sensazione di grassezza che la lasagna dona sul palato. Quindi scelgo un bel Lambrusco, magari meglio se in versione Metodo Classico Rosè per un abbinamento piacevole, territoriale e molto invitante”.

Tra i secondi piatti tipici del Natale, molti italiani portano sulle proprie tavole il cappone ripieno. Con cosa abbinare questo particolare tipo di carne? “Qui cerchiamo la morbidezza, ma non troppa, ed anche il tannino, ma non troppo!! Tra le varie proposte potrebbe esserci un Nebbiolo del Nord del Piemonte, ad esempio un Carema o un Boca. Raffinato ed elegante e soprattutto dalla beva coinvolgente”.

Passiamo, ora alla Vigilia di Natale: pesce, come da tradizione! L’abbinamento perfetto per un primo, come un pacchero allo scoglio, e un secondo grigliato, come potrebbe essere un gamberone. “Partiamo dal pacchero allo scoglio, un piatto dalla ricchezza di profumi e dalla presenza dei molluschi. Scelgo uno dei grandissimi vitigni italiani, il Verdicchio. Di buona struttura, di grande sapidità, dagli aromi coinvolgenti. Per il gamberone arrosto, invece, siamo di fronte a una preparazione estremamente semplice, un piatto che presenta tantissima tendenza dolce apportata dalla presenza del crostaceo. Sono molti i vini che si potrebbero abbinare, ma visto che in teoria siamo ad inizio pasto mi piacerebbe provare un Rosato del Salento a base di uve Negroamaro. Versatile, piace molto anche a chi è meno avvezzo a bere vino”.

C’è una tradizione tipica pugliese – ma esportata anche in altre regioni – che ricorda come piatto del giorno di Santo Stefano la Minestra Verde. Scegliere il vino adatto, però, non è sempre facile. “Una preparazione che presenta tantissima aromaticità data da tutte le verdure unita alla presenza della carne che comunque non gioca un ruolo determinate nell’insieme dei sapori. In questo caso sceglierei un Sauvignon Blanc. Beva piacevole e fresca, aromaticità decisa e struttura alcolica generalmente moderata. Scegliete qualcosa proveniente dal Trentino Alto Adige o dal Friuli Venezia Giuli”.

Siamo arrivati alla fine del pasto. Cosa ci consigli per chiudere in bellezza? “Per chiudere una serata a tavola in questo ultimo periodo mi diverto tantissimo con il Gin Tonic. Pensando al periodo di Natale mi piacerebbe provare qualcosa di più ricco di profumi, ad esempio la cannella, che possiamo aggiungere nel nostro cocktail oppure possiamo ritrovare in alcuni Gin particolarmente ricchi di questa spezie tra i suoi botanicals. Profumato, fresco, digestivo è un orrimmo fine pasto. Certamente da Trentino poi assaggerò anche una buona Grappa Stravecchia“.

Infine, una domanda personale. Qual è il tuo vino preferito delle feste? “Da ristoratore ti dico che per me il momento delle Feste è un momento di grande lavoro, solitamente ho pochissimo tempo per sedermi e degustare una buona bottiglia di vino. Quest’anno sembra tutto molto diverso, credo che trascorrerò il mio primo Natale a casa senza lavorare assaggiando qualche buon Trentodoc in magnum che conservo nella mia cantina da un pò di tempo!”

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