L’arte della Mixology, si fa largo lo stile italiano

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Distillati e Mixology: la percezione all’estero di un’italianità raffinata.

L’Italia preserva in sé una grande tradizione per quanto riguarda l’arte della distillazione e della liquoristica. Al momento però anche quella della mixology si sta facendo largo. Samuele Ambrosi, Consigliere Nazionale e VicePresidente Aibes, Campione italiano nel 2004, miglior barman d’Europa nel 2003 e del mondo nel 2005 a Singapore ci racconta come il “bere Italiano” sia percepito fuori dallo stivale.

Samuele Ambrosi

Com’è concepita l’artigianalità e il Made in Italy dei distillati all’estero?

“Tutto ciò che è un prodotto italiano è visto all’estero con molta attenzione. Questo per due motivi: uno qualitativo mirato alla scelta della materia prima e uno prettamente tecnico relativo alle pratiche di produzione. Questo porta a dei risultati significativi sul mercato estero come in Usa, Asia o Australia e permette una vendita non irrisoria”.

Durante i suoi viaggi quali differenze ha riscontrato tra l’Italia e l’estero a livello di bartending, hospitality e mixology?

“Innanzitutto l’arte del miscelare non fonda le sue radici in Italia dove invece siamo più attaccati a una tradizione liquoristica e al bere liscio. Ora, fortunatamente il panorama italiano sta cambiando e vede consumatori sempre più attenti e consapevoli. Inoltre sono sempre più le strutture come alberghi o ristoranti che si avvalgono di professionisti competenti e capaci di soddisfare le richieste sempre più ricercate dei consumatori”.

Cloakroom Cocktail Lab di Treviso

In Italia in questo momento quali sono le città più interessanti per quando riguarda il mondo della mixology?

“A mio parere la “capitale” italiana della mixology è Milano. Una business city che propone gli ambienti e i salotti più cool, mette a disposizione grandi professionisti e richiama una tipologia di consumatore perfetta che ricerca uno standard elevato e un certo tipo di prodotto”.

A livello di trend del momento, cosa ci dobbiamo aspettare?

“In questo momento l’Asia sta producendo distillati molto buoni, ma anche a livello di creatività e sperimentazione sta ampliando gli orizzonti. Nel mondo della mixology invece c’è una maggiore attenzione alla sostenibilità. Questa oltre a una giusta e corretta filosofia di vita sta diventando una vera e propria tendenza”.

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