Voci del mondo del vino: Intervista a Laurent Bernard De La Gatinais, Assovini

A tu per tu con Laurent Bernard De La Gatinais, presidente di Assovini, per parlare del tema fiere e grandi eventi del mondo del vino, alla luce dei risultati raggiunti dopo due anni di pandemia e dopo il Vinitaly “della ripresa”

Chiediamo a Laurent Bernard De La Gatinais, presidente di Assovini, come definire l’edizione appena trascorsa di Vinitaly e se, secondo lui, le aspettative di produttori e visitatori sono state rispettate.

“Questo di quest’anno è stato un Vinitaly finalmente umano – afferma il presidente ai nostri microfoni – dove finalmente ci vediamo, ci stringiamo le mani, dopo di anni di “zoom” e degustazioni on-line. Umano anche perché è una edizione vivibile, non c’è il “tradizionale” assalto agli stand che ha caratterizzato le edizioni pre-Covid.”

Secondo lei, stiamo assistendo a una evoluzione degli eventi fieristici che comporterà qualche significativo cambiamento nel format di questi eventi?

“Al termine di questi due anni difficili, ci stiamo ponendo numerose domande che riguardano però non soltanto le fiere. Chiedersi se il Vinitaly ci serve o non ci serve, oppure se sarà questo il format del domani o se stiamo ritornando alla normalità di prima, a mio avviso fa capo a una domanda ben più ampia. Ebbene, quali di questi comportamenti acquisiti durante la pandemia rimarranno stabili, saranno acquisiti e continueranno a far parte delle nostre vite? Ad esempio grazie alla tecnologia oggi possiamo condurre le riunioni online, ottimizzando tempi e riducendo gli spostamenti”.

Quali sarà il nostro comportamento di domani?

“Abbiamo imparato in questi due anni a far business in maniera minimal, inizialmente per una questione di necessità perché non potevamo muoverci, utilizzando i mezzi di cui potevamo disporre. Abbiamo visto che effettivamente il sistema funziona, che si possono ottenere risultati interessanti a costi più contenuti e in tempi più rapidi con un rapporto costo/beneficio assolutamente non paragonabile. Quindi secondo me questo è un fattore che le grandi fiere, non solo di questo settore, devono assolutamente non sottovalutare e occorre ripensare a un format che sia più idoneo. Per le aziende vale lo stesso”.

E quali sono i cambiamenti di gestione che le aziende dovranno valutare nel prossimo futuro?

“Oggi credo che, con quello che il mercato ha chiesto alle aziende in termini di sacrifici e di impegno, non sia neanche quasi più etico pensare di non mettere in discussione i veri valori aziendali. Mi spiego meglio. A mio avviso c’è e ci sarà un ritorno alle cose fondamentali, normali, eticamente corrette o giuste, soprattutto, tanto per fare un esempio, dopo che sono state costrette a rivedere il proprio organico in questo periodo terribile. Limitare gli sfoggi di se stessi, che sono davvero poco utili e ripeto anche poco rispettosi nei confronti del periodo che abbiamo passato”.

Dipingiamo il Vinitaly del futuro…

“Una fiera futuristica? Ad esempio non così costosa in termini di spazio. Avremmo bisogno di educational, focus su dei temi piu specifici che possono servire a noi produttori, indagini di mercato, contatti b2b e b2c di un certo livello. Ecco, secondo me, la fiera deve essere un agorà, un luogo fisico dove si scambiano idee e contenuti, non solo dove si degusta e analizza la qualità del vino. E allora diventa interessante sia per i fruitori della fiera che per gli espositori, parteciparvi per toccare con mano ciò che accade nel mondo, scoprire le novità, confrontarsi con altri areali produttivi”.

Assovini

Assovini rappresenta 90 associati, 70 milioni di bottiglie, 300 milioni di fatturato, quasi 5 mila ettari vitati – afferma Laurent de la Gatinais, presidente di Assovini Sicilia  -.  Rappresentiamo aziende molto grandi e molto piccole, che soddisfano davvero un largo pubblico, sia per quantità di prodotto che per qualità. La nostra regione è molto competitiva anche sui prezzi, con l’Etna che ha sdoganato i prezzi dei vini sicliani anche sui mercati esteri. E nei mercati esteri va oltre la metà delle bottiglie delle aziende associate di Assovini. Altrettanto importante è il mercato interno, regionale, che resta di grande importanza”. Una Sicilia vitivinicola più in forma che mai, capace di attrarre il mercato estero segnando un +13% nell’export dei vini nei primi nove mesi del 2021 (Wine Monitor-Istat), con oltre 103 milioni di euro esportati. A questi dati, si aggiunge lo splendido risultato del Consorzio Tutela Vini Doc Sicilia, che ha chiuso il 2021 con 95,8 milioni di bottiglie certificate con tale denominazione, in crescita del 6% rispetto al 2020. ”

“È un’edizione molto attesa e dall’appeal sempre più internazionale – continua – , con l’arrivo di 700 top buyer da 50 paesi e 4.400 aziende da 19 nazioni. Questo conferma come il settore del vino sia in crescita nonostante la pandemia e l’attuale situazione internazionale”.

Laurent Bernard Gatinais Assovini Intervista
Laurent Bernard Gatinais, presidente di Assovini

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