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La Grappa è un distillato Made In Italy frutto di un’evoluzione storica davvero particolare.

La Grappa, acquavite di vinaccia, ha subito negli anni numerosi cambiamenti sia dal punto di vista del prodotto sia dal punto di vista economico e sociale. Valentina Favretto, referente territoriale Veneto per Anag ci racconta tutti i segreti di questa eccellenza italiana.

“Le sue origini risalgono alla cultura contadina essenziale, che non sprecava nulla e recuperava anche lo scarto del vino fatto di bucce e vinaccioli, ossia la vinaccia. A partire dal 1800, la distillazione e l’affinamento del gusto si sono evoluti e hanno contribuito a migliorare la produzione. E’ importante distinguere tra Grappa e acquavite di uva: la prima è un distillato di vinaccia, mentre la seconda è ottenuta distillando l’uva intera fermentata (mosto e vinaccia). Per quanto riguarda il gusto, la Grappa ha una struttura intensa e strutturata perché ottenuta da una materia prima solida, mentre l’acquavite d’uva è più elegante e fruttata”. spiega Valentina Favretto.

Valentina Favretto, Responsabile Anag Veneto, foto @Giulia Marruccelli

Perché la grappa si può definire un’eccellenza italiana?

“La Grappa è un prodotto 100% Made in Italy e fa parte della nostra storia rurale distinguendosi da tutti gli altri distillati, nazionali e internazionali. Il regolamento CEE n. 110/2008 e il 787/2019, inoltre, riconoscono la Grappa come distillato con una precisa indicazione geografica, originaria del territorio italiano. Un paese, una regione o una località dove una determinata qualità o altra caratteristica sia essenzialmente attribuibile alla sua origine geografica”.

Come sono cambiate nel tempo le tecniche di produzione?

“In passato la Grappa era prodotta con alambicchi a bagnomaria o a fuoco diretto. Questo metodo di produzione è andato avanti fino alla metà del secolo scorso, quando sono stati introdotti strumenti industriali che hanno consentito di migliorare la distillazione”.

“Oggi le distillerie hanno sistemi tecnologici che permettono di seguire al meglio l’intero processo di distillazione nel rispetto della tradizione tramandata nei secoli. L’evoluzione ha segnato la produzione, ma anche i sapori e l’approccio alla Grappa e al suo assaggio. Dal secondo dopoguerra, sono cambiati i gusti e con essi anche il modo di considerare il distillato, divenuta un piacere non solo alla fine di un pasto e non solo per gli uomini. Anche le donne, infatti, hanno iniziato a berla e a produrla e oggi sono molte le distillerie italiane guidate dalla presenza femminile”.

Alambicco d’oro foto @Giulia Marruccelli

Come stanno cambiando le abitudini del consumatore e dove si può collocare oggi il consumo di Grappa?

“In Veneto la Grappa ha avuto, e ha, un ruolo importante e siamo una delle regioni più rappresentative per presenza di distillerie. Oggi chi ama la Grappa è sempre più propenso a ricercare un prodotto fine, elegante ed emozionante e più si approfondisce la conoscenza di questa bevanda spiritosa. Più si comprende quanto sia da valorizzare come distillato unico e irripetibile, legato fortemente al suo territorio e alle sue tradizioni.

“Qui gioca un ruolo importante l’Anag, Associazione Nazionale Assaggiatori Grappa ed Acquaviti, che promuove la conoscenza della Grappa e di tutti gli altri distillati. Una “cultura del buon bere” attenta alla qualità piuttosto che alla quantità del prodotto. Nell’ultimo decennio, inoltre, si è sviluppato in maniera importante anche il settore della miscelazione. La Grappa si prepara a essere sempre più protagonista di queste sperimentazioni. Una prima conferma arriva dall’IBA, International Bartenders Association, che ha da poco introdotto nella sua lista VE.N.TO., il primo Drink a base di Grappa”. ha concluso Valentina Favretto.

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