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Il prestigio internazionale dei fornitori di olio è essenziale per la modernizzazione delle produzioni della filiera olearia. All’insegna di innovazione e sostenibilità.

La filiera di produzione dell’olio extravergine italiano può contare su una rinomata rete di fornitori di olio per valorizzare e rilanciare le proprie produzioni di qualità. Giuliano Martino Direttore Fooi (Filiera Olivicola-Olearia italiana) ci illustra le peculiarità di questo importante comparto.

Qual è il valore aggiunto dell’Italia nel supporto alla filiera di produzione di olio?

“L’Italia è leader a livello globale nella filiera olivicolo-olearia. Anche se negli ultimi decenni la Spagna ci ha superato nella produzione agricola. L’industria di produzione e di imbottigliamento dell’olio d’oliva in Italia registra un fatturato annuo di 3,3 miliardi di euro, di cui quasi la metà oggetto di esportazione nell’Ue e nei Paesi terzi”.

“Negli altri segmenti della catena del valore – continua – l’Italia conserva, ed in qualche caso rafforza, il proprio prestigio internazionale. L’industria meccanica tricolore per la produzione di impianti per l’estrazione dell’olio e per la lavorazione della sansa e degli altri sottoprodotti è all’avanguardia. E fornisce le filiere di tutto il mondo”.

fornitori olio evo italiano
Giuliano Martino – Direttore FOOI Filiera Olivicola-Olearia italiana

Con quali strumenti innovativi il comparto di fornitura alla filiera può contribuire al livello qualitativo della produzione italiana di olio extra vergine?

“È necessario valorizzare le numerose varietà italiane di olive. Varietà che sono caratteristiche dei territori e in grado di fornire un olio extravergine italiano con elementi di distintività facilmente percepibili dal consumatore. La salvaguardia delle caratteristiche del sistema olivicolo-oleario italiano è un prerequisito fondamentale, sul quale è necessario innestare un razionale piano di settore, finalizzato a diversi obiettivi. Come la modernizzazione degli impianti degli oliveti e l’introduzione delle migliori tecnologie innovative. Ma anche la solida organizzazione economica della fase agricola ed al miglioramento delle strategie di marketing nel mercato domestico e in quello internazionale”.

olio extravergine oliva
olio extravergine d’oliva

Qual è l’approccio che le aziende italiane della filiera adottano in termini di responsabilità sociale e ambientale?

“Il Green Deal ed il Farm to Fork hanno stabilito obiettivi ambiziosi, sui quali la componente agricola della filiera si è già mobilitata. In questo momento si sta scrivendo in Italia il nuovo piano pluriennale dell’agricoltura. Un piano che pone al centro la condizionalità rafforzata, i regimi ecologici e la dimensione sociale nella gestione delle aziende agricole che contribuiranno a rendere più sicuro e trasparente il funzionamento del settore”.

“Con la nuova Pac – aggiunge – oltre il 40% dei fondi pubblici a sostegno dell’agricoltura saranno indirizzati al miglioramento delle prestazioni climatiche e ambientali delle imprese. L’istituzione di un sistema volontario di certificazione per una qualità sostenibile dell’olio italiano può rappresentare l’occasione per declinare il principio della sostenibilità sotto gli aspetti ambientali, economici e sociali. Ed essere uno strumento di valorizzazione delle nostre produzioni e rafforzamento della competitività della filiera. Il sistema olivicolo nazionale non si sottrarrà da questo dovere e si appresta a introdurre tutti i necessari adattamenti”.

Anche il comparto agroalimentare italiano potrà contare sulle risorse messe a disposizione dal PNRR. Come potranno essere utilizzate a supporto del comparto di fornitura della filiera olivicola-olearia?  

“Il Piano Nazionale prevede una misura che coinvolge il nostro settore con uno stanziamento complessivo di 500 milioni di euro. L’obiettivo è modernizzare, razionalizzare e migliorare la sostenibilità nel processo di trasformazione dell’olio d’oliva. Tenuto conto del carattere strategico della filiera e delle problematiche che ha dovuto affrontare negli ultimi anni. Il PNRR contiene, inoltre, linee d’azione finalizzate a diversi punti. Come la digitalizzazione delle imprese, la produzione di energie rinnovabili ed la realizzazione di infrastrutture di diversa natura. Aspetti che contribuiranno senz’altro al rilancio della filiera olivicola-olearia italiana“.

A cura di Emanuele Gorelli

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