Guido Formilli Fendi

“Il mercato è cambiato, i vini rossi strutturati e con alta gradazione sono in difficoltà, mentre crescono i vini più leggeri, bianchi e bollicine in testa, con una ripresa anche dei vini rosati”: le parole di Guido Formilli Fendi

Com’ è cambiato il mondo del vino dal momento in cui hai iniziato a lavorare nel settore fino ad oggi?

“Il mondo del vino ha vissuto una trasformazione epocale negli ultimi anni, evidenziando un forte impegno verso la sostenibilità ambientale e la riduzione dell’impatto ecologico nella produzione vinicola. Questa tendenza si è manifestata attraverso un aumento significativo nell’adozione di pratiche agricole biologiche e biodinamiche, che non solo favoriscono la salute del terreno e delle piante, ma anche la biodiversità degli ecosistemi circostanti. In parallelo, si è assistito a una maggiore consapevolezza riguardo alla gestione responsabile delle risorse idriche e all’integrazione di fonti energetiche rinnovabili nei processi produttivi.

Un altro aspetto di grande importanza riguarda la riscoperta e valorizzazione delle varietà di uva autoctone e delle tecniche di vinificazione tradizionali. Questo riflette il desiderio sempre più marcato dei consumatori di vivere un’esperienza autentica, capace di raccontare la storia e la territorialità del vino. Infine, l’innovazione tecnologica ha rivoluzionato diversi aspetti della produzione, dalla gestione del vigneto alla fase di commercializzazione, permettendo un maggiore grado di precisione e controllo lungo tutta la catena di produzione”.

Quali sono state le sfide più significative che hai affrontato come produttore di vino nel corso degli ultimi venti anni?

fendi campagna
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“Le sfide affrontate come produttore di vino negli ultimi vent’anni sono state estremamente diverse e impegnative.

La globalizzazione del mercato ha portato ad una competizione sempre più agguerrita, con un’ampia gamma di vini provenienti da ogni angolo del globo. Questo ha imposto la necessità di un continuo miglioramento della qualità e dell’immagine del nostro prodotto per mantenere una posizione competitiva sul mercato internazionale.

Inoltre, i cambiamenti climatici hanno rappresentato una delle sfide più pressanti, influenzando la maturazione dell’uva e le condizioni di coltivazione. È stato necessario adattare le pratiche agronomiche e implementare nuove strategie di gestione del vigneto per far fronte a queste variazioni climatiche.

Infine, le normative sempre più rigide riguardanti la produzione e la commercializzazione del vino hanno richiesto ingenti investimenti per garantire la conformità e la tracciabilità del nostro prodotto. Questo ha comportato un’attenzione particolare verso la qualità e la sicurezza alimentare, nonché una maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori.

La madre di tutte le sfide, ad ogni modo, rimane sempre la stessa: produrre vini di qualità che sappiano andare incontro alle richieste dei consumatori. Il mercato è cambiato: i vini rossi strutturati e con alta gradazione sono in difficoltà, mentre crescono i vini più leggeri, bianchi e bollicine in testa, con una ripresa anche dei vini rosati“.


Quali sono le tendenze attuali che stai osservando nel settore vinicolo e quali ne prevedi per il futuro?

“Come anticipato, attualmente una delle tendenze più evidenti nel settore vinicolo è l’incremento della domanda di vini biologici, biodinamici e naturali. Questa crescente consapevolezza riguardo alla salute e all’ambiente spinge i consumatori a cercare prodotti che riflettano valori di sostenibilità e rispetto per il territorio. La ricerca di un’esperienza sensoriale autentica e il desiderio di connettersi con la storia e la tradizione del vino sono diventati sempre più importanti per i consumatori.

Guardando al futuro, ci si aspetta un ulteriore sviluppo delle tecnologie digitali per migliorare la gestione del vigneto e ottimizzare il processo produttivo. L’uso di sensori e sistemi di monitoraggio avanzati consentirà una maggiore precisione nella gestione delle risorse e nella previsione delle condizioni climatiche. Inoltre, è probabile che aumenti l’attenzione verso la sostenibilità e la responsabilità sociale d’impresa nel settore, con un crescente coinvolgimento delle aziende nella conservazione dell’ambiente e nel supporto alle comunità locali”.

Se dovessi scegliere uno dei tuoi vini prodotti in questi venti anni, quale sarebbe e perché? Raccontaci la sua storia.

fendi fendente

“Il vino per la nostra famiglia è simbolo di unione ed è anche un modo per esprimere gratitudine, per questi motivi abbiamo scelto di dedicare la maggior parte delle nostre etichette a qualcuno a noi vicino. 

Se dovessi scegliere un vino per rappresentare l’azienda ed il percorso fatto finora sarebbe il “Fendente”. Fendente è dedicato a mio padre Luigi, di cui rispecchia il carattere forte, deciso e al contempo dolce. Fendente è un Sangiovese al 95% e 5% di Merlot ed è un vino che potremmo definire da collezione. Sono, infatti, solo 2.000 le bottiglie disponibili e 200 nella versione magnum. Ogni bottiglia, inoltre, ha la propria cassetta in legno di rovere, scelto proprio perché il vino è stato affinato in questo legno francese per 36 mesi, e tutto, fin nei più piccoli dettagli, è di altissima qualità. Rappresenta il nostro top di gamma per quanto riguarda i rossi. 

Il suo colore rosso ha qualche sfumatura granata, mentre al naso esprime profumi con note dolci che variano dal cacao alla cannella, dal tabacco alla frutta secca, con un finale di marasca. Al gusto accentua le note appena descritte, l’equilibrio tra acidità e struttura creano un finale dalla grande eleganza”. 

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