La svolta green e digital di Assodistil

Tra grandi progetti internazionali ed uno sguardo ai consumi, Assodistil descrive il settore dei distillati italiani

Il mondo della grappa è in continuo movimento; ne abbiamo parlato con Sandro Cobror, direttore di Assodistil, associazione che da oltre 70 anni riunisce, rappresenta e tutela le principali realtà del settore della distillazione italiana, contando oggi oltre 60 associati.

Sandro Cobror, direttore Assodistil
Sandro Cobror,direttore di Assodistil

Distillazione e disinformazione: gli ultimi mesi sono stati turbolenti. Ci spiega che cosa è successo?

“Negli ultimi mesi abbiamo registrato la diffusione, sul web e sulla stampa, di messaggi fuorvianti su etichettatura e produzioni artigianali che alludono all’adozione di pratiche scorrette da parte dei distillatori. Questi messaggi colpiscono un settore che vanta produzioni di assoluta qualità come la Grappa, Igp riconosciuta a livello europeo e ottenuta rispettando un rigido disciplinare di produzione con controlli eseguiti dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli. AssoDistil si batte da sempre per informare il pubblico sull’impegno che i produttori mettono per offrire ai consumatori prodotti di eccellenza, riconosciuti nel mondo”. 

Quali i progetti del prossimo futuro di Assodistil?

“Stiamo lavorando su due importanti filoni: qualità e sostenibilità. Abbiamo lanciato alcuni progetti di promozione internazionale, grazie anche ai cofinanziamenti dell’Unione europea sulla Grappa e il Brandy italiano. Quattro anni fa abbiamo lanciato ‘Hello Grappa’ negli Usa, progetto che ha consentito di organizzare eventi, seminari, training, degustazioni, visite nelle distillerie per consumatori, giornalisti e buyer. A questo progetto se ne affianca un altro sul mercato americano e uno (per il quale abbiamo presentato domanda alla UE) per la promozione del Brandy italiano in Cina.

Per quanto riguarda la sostenibilità Assodistil ha presentato nel 2020 il primo report di sostenibilità del settore distillatorio, consultabile sul sito, da cui emerge quanto le distillerie italiane siano modello concreto di economia circolare. Oggi siamo già al lavoro per redigere la seconda edizione del Report di sostenibilità che riguarderà il settore e tutta la filiera”.

Grappa e distillati nel mondo: come si muove la curva dei consumi?

“La curva dei consumi ha risentito fortemente delle chiusure dell’emergenza sanitaria. Nel 2020 i consumi di amari, liquori e distillati hanno subito una riduzione pari al -20% rispetto al 2019 (dati Osservatorio Spirits Nomisma). Se prima era l’Horeca il canale fondamentale, ora le persone ricorrono agli acquisti online. Nel 2020 l’e-commerce nel settore distillatorio è cresciuto intorno al 129% rispetto al 2019. Un’evoluzione che dovrebbe consolidarsi quest’anno e nei prossimi anni, visto che 2 aziende su 3 continueranno a mantenere attive le piattaforme”.

Quali gli scenari immagina per il futuro?

Qualità e sostenibilità saranno i binari su cui si muoverà il settore nei prossimi anni. Le acquaviti made in Italy si trovano sempre più a competere con bevande spiritose affermate in tutto il mondo come whisky, vodka, rum. Il futuro, nonostante tutto, non ci spaventa perché sappiamo di poter contare su produttori che, con passione e competenza, ogni giorno lavorano per mettere sul mercato ciò che il consumatore vuole oggi: prodotti sostenibili e di elevata qualità”. 

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