Agricoltura sostenibile: nella cura dell’oliveto entra in campo tecnologia e servizi

L’importanza della gestione della pianta per una agricoltura più attenta all’ambiente

Ottimizzare l’efficienza e ridurre l’impatto ambientale, come si difendono gli olivicoltori dalle maggiori avversità senza fruire di soluzioni chimiche di sintesi? Ne parliamo con Adolfo Rosati, dirigente di ricerca della sede di Spoleto, specializzato in ecofisiologia dell’olivo e sostenibilità.

Quali sono le attrezzature e i dispositivi tecnologici che possono essere impiegati dalla gestione della pianta fino alla raccolta delle olive per ottimizzare l’efficienza e, al contempo, ridurre l’impatto ambientale dell’olivicoltura?

“I sistemi di telerilevamento (remote sensing), basati su dati satellitari o dati ottenibili da fotocamere spettrali montate su droni, possono mappare lo stato idrico e nutrizionale delle piante, consentendo di intervenire con concimazioni e irrigazioni differenziate secondo le necessità (precision farming). Questo può consentire un minore uso di risorse a parità di risultato e, dunque, una loro maggiore efficienza d’uso. L’efficienza può anche essere aumentata con tecniche agroecologiche, utilizzando, per esempio, inerbimenti con leguminose per fornire azoto e sostanza organica, e favorire l’infiltrazione dell’acqua piovana. Oppure trinciando in loco il materiale di potatura, per aumentare la sostanza organica del suolo ed aumentare il sequestro del carbonio. Oppure ancora, il diserbo tramite animali a pascolo, per ridurre l’uso di macchinari e carburanti e trasformare la vegetazione dal problema (va trinciata con i relativi costi e impatto ambientale) costo a risorsa (trasformata in prodotto zootecnico)”.

Parlando di prodotti e trattamenti specifici, quali soluzioni sostenibili vengono adottate per promuovere la salute delle piante di olivo e la qualità dell’olio, limitando al contempo l’uso di sostanze chimiche sintetiche?

“Nel caso della mosca delle olive, una delle tecniche che consente di ridurre i trattamenti è la raccolta anticipata, che può consentire di ridurre o evitare il danno da mosca a parità di infestazione. Naturalmente la raccolta molto anticipata riduce la resa in olio e comunque non riesce a prevenire il danno (difetto di mosca nell’olio) se l’attacco e molto elevato. Altre tecniche che limitano il ricorso a sostanze chimiche di sintesi sono basate sull’uso di esche e dispositivi di attrazione che in genere abbattono gli adulti della mosca dell’olivo o di altri insetti dannosi”.

In che modo i servizi di consulenza agronomica e gestionale possono contribuire a una gestione più sostenibile dell’oliveto, fornendo indicazioni pratiche per migliorare la resa e la sostenibilità ambientale?

“I servizi di consulenza agronomica potrebbero fornire indicazioni meteo di medio e lungo termine, che consentirebbero all’agricoltore di pianificare le necessità gestionali immediate dell’oliveto, come i turni di irrigazione o i trattamenti fitosanitari, e le scelte future, come pianificare se e come fare nuovi impianti (scelta varietale, sesto di impianto, ecc.). Altri sevizi potrebbero essere forniti dai cosiddetti sistemi di supporto alle decisioni: modelli computerizzati di previsioni dello sviluppo di fitofagi e patogeni, che possono aiutare l’agricoltore a prevedere l’eventuale necessità e la tempistica di intervento per i vari problemi fitosanitari, così come diffuso per la vite”.

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