Imballaggi: la filiera agroalimentare chiede il principio di reciprocità

La reazione del settore dopo l’accordo europeo sul Regolamento Imballaggi: “Evitate decisioni impraticabili ma l’ortofrutta va tutelato”.

A seguito dell’accordo raggiunto sul Regolamento Imballaggi in sede di trilogo, in Europa, l’intera filiera agroalimentare italiana continua a sostenere con forza il principio di reciprocità. In questa istanza a rappresentare il settore sono Coldiretti, Filiera Italia, Cia, Confapi, Ancc-Coop, Ancd-Conad, Legacoop, Legacoop Agroalimentare, Legacoop Produzione&Servizi, Ue.Coop, Flai Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil.

Imballaggi: la tutela dell’ortofrutta

“Auspichiamo che nel negoziato in corso ci possano essere ulteriori scelte a difesa delle imprese europee che evitino l’inquinamento e lo spreco alimentare. Avverrebbe con alcune proposte ora sul tavolo che non tutelano a sufficienza alcuni settori quali l’ortofrutta“.

La nota “corale” da parte della filiera continua così: “Abbiamo evitato incomprensibili ed impraticabili decisioni come l’obbligo di riuso delle bottiglie di vino o il divieto dei vasi per le piante dei nostri florovivaisti”.

Secondo le organizzazioni l’intesa provvisoria raggiunta, “pur essendo peggiorativa rispetto alla posizione del Parlamento europeo“, rappresenta un passo in avanti sulla proposta iniziale della Commissione. Quest’ultima “avrebbe avuto un effetto devastante sulle nostre imprese”.

I possibili miglioramenti al regolamento

Le associazioni auspicano quindi miglioramenti soprattutto per il settore dell’ortofrutta. “Mantenere in capo agli Stati membri la possibilità di concedere deroghe può frantumare il mercato europeo rendendolo ingestibile per chi esporta”, dicono.

In assenza di packaging e materiali adeguati, il mondo ortofrutticolo potrebbe affrontare gravi difficoltà nei confronti dell’export, negli approvvigionamenti e nella conservazione dei prodotti.

“Abbiamo lavorato con convinzione anche per favorire l’utilizzo di bioplastiche totalmente biodegradabili e compostabili. Rappresentano un vero strumento di transizione ecologica e non sono ancora sufficientemente supportate”, spiega il comunicato.

“Continuiamo a pensare che dovranno essere valorizzate le esperienze di Paesi come l’Italia che hanno superato l’80% della raccolta e riciclo costituendo dei veri e propri modelli di economia circolare”, viene sottolineato.

Il Regolamento Imballaggi e le imprese

Stando alle organizzazioni, così come era strutturata, la proposta di regolamento della Commissione Ue avrebbe di fatto colpito due dei settori del Made in Italy più esportati all’estero, il vino e il florovivaismo.

Le vendite di questi segmenti hanno raggiunto nel 2023, rispettivamente, la quota record di 8 miliardi di euro e 1,25 miliardi di euro.

“Tuttavia anche sul testo attuale, migliorato pure grazie alla sensibilizzazione fatta dalle associazioni delle imprese e dei produttori del Made in Italy, auspichiamo ulteriori miglioramenti”, conclude la filiera.

Etichette del vino

Il settore vitivinicolo aveva già affrontato nelle scorse settimane alcune criticità legate alle nuove regole europee sull’etichettatura delle bottiglie.

Alla fine una proroga stabilita dal Masaf ha concesso più tempo per modificare le etichette italiane, togliendo le castagne dal fuoco.

Questo ha consentito ai produttori l’utilizzo delle etichette già in magazzino “evitando ingenti spese per le aziende”.

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