Il vino italiano conquista l’Est Europa. E l’export cresce…

I numeri dell’analisi dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor per il Sole 24 Ore indicano i Paesi dove crescono le vendite di vino italiano

Anche in un anno difficile come il 2020 ci sono stati segnali positivi per l’export. Un esempio viene sicuramente dalla crescita dei vini italiani in un mercato interessante come quello dell’Est Europa. A dirlo, sono i numeri dell’analisi condotta dall’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor per il Sole 24 Ore, riportati dallo stesso quotidiano in un articolo

“Nei primi nove mesi del 2020 l’export di vino italiano in questi paesi è cresciuto del 4,3%” spiega a Il Sole 24 Ore il responsabile di Wine Monitor di Nomisma, Denis Pantini. Le nazioni osservate sono dieci, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Ucraina, Estonia, Lettonia, Lituania, che già negli ultimi anni avevano dimostrato un interesse crescente per il vino italiano.

A trainare il trend, gli spumanti (+9,1%). Bene i vini Dop, che rappresentano oltre la metà dell’export italiano. “ In prima fila Prosecco (+14,3% e che rappresenta oltre il 40% delle vendite made in Italy), seguito dall’Asti (con una quota del 14,5%) e dai rossi toscani” conclude Pantini.

Il Paese più affezionato al vino italiano? La Polonia, con una quota del 26,4%. Cresce la Lettonia, ma la vera sorpresa è l’Ucraina che segna addrittra un +38%. 

La crescita dell’export verso i Paesi dell’Est Europa è in controtendenza – purtroppo – rispetto ai numeri delle esportazioni nel resto del mondo. Il 2020, infatti, ha segnato un calo del 4,6% per il vino italiano, che comunque tiene rispetto alla Francia, costretta a rinunciare al 17.9% delle esportazioni. 

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