I no e low alcol conquistano anche la mixology: è boom di mocktail, soprattutto tra i giovani

Se un tempo bere vini a basso contenuto alcolico era una pratica riservata ai periodi di dieta e restrizioni, adesso è diventata una vera e propria tendenza. Da diversi anni, ormai, il mondo del vino e degli spirits offre una vasta gamma di alternative molto più sane e gustose per chi desidera sorseggiare un cocktail limitando, al contempo, l’assunzione di alcol.

Eppure, la scelta di bere bevande a bassa gradazione alcolica era già ampiamente diffusa nell’Inghilterra di fine Ottocento, periodo in cui si sperimentavano i primi bar alcol-free, gli stessi che oggi propongono soluzioni non solo salutiste, ma anche molto gradevoli al palato.

Secondo l’Iwsr, le bevande no e low alcol sono in grado di raggiungere il 3,5% dei volumi totali nei mercati top di gamma. Se nel 2021 l’incremento ha raggiunto il 6%, si prospetta che fino al 2025 la crescita sarà dell’8% ogni anno.

Tutto è iniziato con lo Sparkling Tea

Il trend delle bevande a basso contenuto alcolico nasce da un’idea del sommelier Jacob Kocemba che, mentre lavorava in un ristorante di Copenaghen, non riusciva a trovare l’abbinamento migliore per un dessert. Sperimentando, ha creato (seppur involontariamente) lo Sparkling Tea, che ha avuto un successo talmente immediato da diventare in pochissimo tempo un vero e proprio marchio servito in ben 23 Paesi del mondo e almeno 50 ristoranti stellati Michelin. Nel frattempo, l’offerta ha coinvolto 13 diverse tipologie di tè tra neri, bianchi e oolong, tutti biologici e miscelati a mano.

A seguire, i ready to drink

Le bevande a basso contenuto alcolico hanno avuto talmente tanto successo da attirare anche l’attenzione della mixology che, praticamente da sempre, ha proposto alternative per salutiste e astemi. Da qui nascono i RTD, cioè i ready to drink, i blend già pronti in bottiglia: cocktail total virgin, che contengono tutti gli ingredienti classici a esclusione della componente alcolica, e i drink skynny, così chiamati per evidenziare il loro aspetto “dietetico”.

No e low alcol, i più amati dai giovanissimi

Le soluzioni a basso contenuto alcolico, se non del tutto analcoliche, sono le preferite dei Millennials e della Gen Z, i cui membri sono estremamente attenti sia alle calorie, sia alla gradazione alcolica in particolare per motivi di salute. Seguire uno stile di vita sano ed equilibrato, fatto di pochi eccessi e mirato a preservare il benessere personale è prerogativa dei più giovani, che sempre più spesso optano anche per cibi gluten-free o per diete alimentari vegane o vegetariane.

In un contesto del genere, contraddistinto da tendenze molto diverse rispetto a quelle di qualche anno fa, è normale che sia le aziende, sia i bartender debbano adeguarsi: rispondere a esigenze nuove e specifiche è l’unico modo, infatti, per continuare a far crescere la domanda.

Bartender

Ecco, quindi, che i cosiddetti mocktail sono i più amati in occasione degli aperitivi con amici e colleghi, ma anche in occasione di cene e dopocena; nonostante la mancanza di alcol, o la piccolissima quantità, sono comunque in grado di deliziare il palato e soddisfare il consumatore garantendogli, al contempo, di compiere scelte sane ed equilibrate.

Un compromesso eccellente, che permette a produttori, sommelier e bartender di conquistare anche le nuove generazioni e, al contempo, di sperimentare con nuovi ingredienti e offrire menù sempre più variegati.

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