Dal Giappone arriva il primo wine bar con vini affinati in mare

Il Giappone è tra i Paesi più all’avanguardia in assoluto e il settore del vino non è di certo da meno; insieme ad alcuni produttori internazionali promuove, infatti, l’affinamento del vino in fondo al mare, sfruttando quindi la più grande cantina naturale dai risultati a dir poco sorprendenti.

Nello specifico, l’azienda di PR giapponese III Three ha inaugurato un locale che venderà proprio bottiglie affinate al largo della prefettura di Kagoshima, mentre l’azienda Hokkaido Kaiyo Matsuri ha già messo a disposizione di tutti i privati un servizio che consente di conservare e affinare i propri vini in fondo al mare.

Il progetto Sea Cellar Tlass

L’affinamento delle bottiglie di vino in mare rientra nel progetto Sea Cellar Tlass che, tradotto, significa Cantina Marina Tlass; in pratica, oltre 500 bottiglie di vino europeo sono state accuratamente selezionate e po depositate sul fondale marino al largo dell’isola di Amami-Oshima, nello specifico all’interno di gabbie in acciaio inossidabile e a una profondità di 20 metri.

La maggior parte di queste bottiglie verrà lasciata affinare proprio in fono al mare fino a giugno, mentre la restante rimarrà più a lungo per analizzare come si evolva il vino in condizioni ambientali così particolari.

Nel frattempo, l’azienda III Three ha anche aperto un locale sulla spiaggia di Shimuzu, nella città di Setouchi, cioè proprio di fronte al punto in cui vengono affinate le bottiglie di vino. Si tratta di un vero e proprio wine bar con vista sull’oceano che, da questa estate, permetterà ai clienti di poter scegliere un’etichetta tra quelle “inabissate” presenti in una specifica carta dei vini cutata dal Master of Wine giapponese Kenichi Ohashi.

Proprio Ohashi ha, infatti, partecipato al progetto Sea Cellar Tlass, mettendo a disposizione tutta la sua esperienza per perfezionarlo e poterlo proporre al pubblico. Tra gli obiettivi finali del progetto rientra anche la speranza di poter ottenere benefici anche in termini di sostenibilità e biodiversità, dato che la cantina si comporterà al pari di una barriera corallina artificiale in grado di attirare pesci e altri esemplari marini.

In mare non si affina solo il vino

Da parte sua, l’azienda Hokkaido Kaiyo Matsuri ha compiuto un ulteriore passo avanti, invitando chiunque lo desideri a inabissare la propria bevanda alcolica sui fondali marini, a prescindere che si tratti o meno di vini.

Vini sommersi
Fonte: florwine.com

Le domande potranno essere presentate entro aprile 2024; poi, le bottiglie selezionate verranno immerse nel mese di giugno a un costo di circa 105.600 ¥ (più o meno 645 euro) per singola gabbia di stoccaggio. Il prezzo comprende anche i costi di immersione, monitoraggio, manutenzione, sigillatura con cera e assicurazione.

Ogni gabbia può contenere un massimo di 12 bottiglie e si potranno immergere bevande alcoliche di ogni tipo, dallo spumante al whisky, a patto che le bottiglie assomiglino per forma e dimensione a quelle tipiche del vino. Inoltre, il sistema di monitoraggio prevede l’installazione di una telecamera a energia solare puntata dritta sulla cantina, il che consentirà ai proprietari di poter osservare il loro patrimonio subacqueo 24 ore su 24.

Una bella idea e un progetto interessante; se andrà in porto, di certo rivoluzionerà il mondo non solo del vino, ma delle bevande alcoliche in generale. Staremo a vedere!

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