Giovani agricoltori: la legge sugli imprenditori under 40 e le reazioni

Il fondo, l’osservatorio, le agevolazioni: ecco cosa prevede il ddl e cosa dicono i giovani agricoltori, da Confagricoltura a Cia e Coldiretti

Il ddl sull’imprenditoria dei giovani agricoltori “under 40” è diventato legge. Anche il Senato infatti, dopo la Camera dei Deputati, ha dato il suo via libera definitivo alla norma con 85 voti favorevoli, 37 contrari e 20 astenuti. Ecco cosa prevede il provvedimento e quali sono le reazioni del settore, da Confagricoltura a Cia e Coldiretti.

Chi sono i giovani agricoltori

Stando alle misure introdotte dal disegno di legge, il titolare di un’impresa agricola giovanile deve avere un’età compresa tra i diciott’anni e i quarantun anni compiuti.

Per loro verrà istituito anche un Osservatorio Nazionale per l’Imprenditoria e il Lavoro Giovanile in Agricoltura presso il Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare.

L’approvazione di questo ddl rappresenta un importante passo avanti nel sostegno all’imprenditoria giovanile nel settore agricolo, offrendo opportunità concrete per i giovani che desiderano intraprendere questa strada professionale.

Il fondo per l’imprenditoria giovanile

Una delle principali disposizioni del ddl è l’istituzione di un fondo, previsto nel bilancio del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, con una dotazione di 15 milioni di euro a decorrere dal 2024.

Questo fondo è destinato a facilitare il primo insediamento dei giovani nel settore agricolo, finanziando anche provvedimenti a livello regionale o provinciale che favoriscono tale inserimento.

Le risorse del fondo sono finalizzate ad agevolare l’acquisto di terreni agricoli, la costruzione di strutture per l’avvio dell’attività agricola, l’aumento dell’efficienza aziendale e l’introduzione di innovazioni lungo tutta la filiera della coltivazione dei prodotti.

I contributi e le facilitazioni

Tra le agevolazioni fiscali la norma prevede ora il pagamento di un’imposta sostitutiva del 12,5% sul reddito d’impresa prodotto nel periodo d’imposta per le imprese giovanili al loro primo insediamento. La condizione è che non abbiano esercitato altre attività agricole nei tre anni precedenti.

Ci sono poi le agevolazioni in materia di compravendita di fondi rustici. Per l’acquisto di terreni agricoli il testo prevede un corrispettivo massimo di 200.000 euro, con una riduzione del compenso per l’attività notarile.

Gli imprenditori giovanili potranno beneficiare anche di un credito d’imposta pari all’80% delle spese sostenute per la partecipazione ai corsi di formazione, fino a un massimo di 2.500 euro.

Anga (Confagricoltura): “Bene ma si poteva fare di più”

“Consapevoli dei vincoli di bilancio, segnaliamo la forte riduzione della dotazione finanziaria, da 100 a 15 milioni di euro annui“, aveva fatto notare Anga.

“Fondamentale aver messo in pratica la volontà di promuovere l’imprenditoria giovanile agricola, a firma Carloni/Bergesio, come la nostra Associazione aveva richiesto da tempo. È un segnale forte e positivo, necessario in questa fase difficile per il settore primario”. Lo ha affermato Giovanni Gioia, presidente dell’ente che riunisce gli ‘under 40’ di Confagricoltura.

“Ribadiamo”, ha proseguito Gioia, “che ogni euro speso a sostegno dell’imprenditoria giovanile restituisce un enorme valore aggiunto al sistema Paese. Continueremo a impegnarci perché venga costruita una via semplice da percorrere per i giovani che desiderano insediarsi nel settore”.

“Rimangono le nostre preoccupazioni rispetto alle fasi di avviamento e di accesso al credito e la mancanza di aliquote di favore, sui crediti di imposta, per i giovani agricoltori impegnati nella costruzione e ristrutturazione di fabbricati rurali e nell’acquisizione di beni strumentali”, ha concluso.

Si rileva una diminuzione di 82.000 aziende ‘under 40’ negli ultimi 10 anni, da 186.000 a 104.000 unità. Ma le imprese condotte da giovani hanno una dimensione media doppia rispetto a quelle degli over 40 (18,3 ha contro 9,9 ha) e una redditività superiore del 30%. Investono anche in innovazione, nella digitalizzazione dei processi e nella propria formazione.

Cia: “Servono più risorse”

“Abbiamo finalmente la nostra legge sull’imprenditoria agricola giovanile. Un traguardo importante, espressione di un progetto costruito ascoltando gli under 40 e punto di forza per iniziare a investire sulle nuove generazioni”.

A dirlo è il presidente nazionale di Agia, l’Associazione dei giovani imprenditori agricoli di Cia, Enrico Calentini, soddisfatto per l’ok definitivo in Parlamento alla Pdl Carloni.

“Sono stati mesi di intensa attività a confronto con la Commissione agricoltura affinché il testo recepisse le nostre istante”, aggiunge Calentini.

“L’attenzione dimostrata al tema dell’accesso alla terra, come alla formazione e al credito, ha chiarito sin da subito che i tempi erano maturi per portare a compimento un percorso solido e incentivante, realizzato insieme ai giovani agricoltori e in linea con gli obiettivi europei, dove stavamo già lavorando per la risoluzione Carvalhais sul ricambio generazionale in agricoltura”.

Per Agia-Cia resta, poi, aperto il nodo risorse. “Se si vuole pensare sul serio alla Banca delle Terre agricole, all’Osservatorio sui terreni, al ritorno dei voucher, al rilancio dell’Istruzione Tecnica Superiore e ancora di più alla transizione digitale”, chiosa Calentini, “servirà un impegno deciso e corale per arrivare a stanziamenti più importanti”.

“Ripeto da tempo”, dichiara infine il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, “che la transizione agricola va costruita con gli agricoltori. Solo così, portando esigenze e proposte sui tavoli istituzionali si può dare un futuro all’agricoltura”.

Coldiretti: i giovani agricoltori sono aumentati del 13% in 10 anni

Con un aumento del 13% dei giovani agricoltori negli ultimi dieci anni è importante sostenere un settore che offre opportunità occupazionali alle nuove generazioni. Va così in controtendenza rispetto a un andamento generale che ha visto un crollo medio del 25% delle imprese under 30 negli altri comparti.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Infocamere e Unioncamere. E’ stata diffusa in occasione dell’approvazione definitiva in Parlamento della legge sull’imprenditoria giovanile e sul ritorno alla terra.

“Come giovani vogliamo semplificazioni per l’accesso alla terra e al credito. Abbiamo idee e voglia di investire, ma la burocrazia è un freno”, sottolinea il delegato nazionale di Coldiretti, Giovani Enrico Parisi.

Chiediamo soprattutto all’Unione Europea attenzione per aumentare gli investimenti in agricoltura e garantire più sostegni per il ricambio generazionale nel nostro settore. Noi ci siamo, perché senza ragazze e ragazzi in agricoltura, l’Europa sarà più fragile e dipendente dalle importazioni”.

Le imprese giovani hanno di fatto rivoluzionato il mestiere dell’agricoltore. Si sono impegnate soprattutto in attività multifunzionali che – precisa la Coldiretti – vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agri-asilo.

Ci sono poi le attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti. Ma anche la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agri-benessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.

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