Gestione risorse idriche in vigna: lo studio di UniTrieste sull’uso efficiente dell’acqua

Una corretta gestione delle risorse idriche in vigna e il monitoraggio delle precipitazioni durante tutto l’anno può aiutare a prevenire possibili crisi estive. E, di conseguenza, indirizzare i trattamenti per vigneto verso la soluzione migliore. È quanto emerge da uno studio condotto dal gruppo idrologia dell’Università di Trieste nell’ambito del progetto interregionale Acquavitis. Un argomento di forte attualità, vista la siccità in vigna nell’estate del 2022 e i cambiamenti climatici che stanno facendo sentire il loro impatto (anche) tra i viticoltori.

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Migliore gestione dell’acqua in vigna: lo studio

Lo studio dell’Università di Trieste sulla gestione delle risorse idriche in vigna ha portato a conclusioni interessanti. Innanzitutto, i ricercatori hanno evidenziato come non sono soltanto le piogge cadute in estate ad influenzare le risorse idriche sotterranee che aiutano la pianta a crescere.

“Il gruppo triestino si è occupato, in particolare, delle attività relative al monitoraggio e alla quantificazione delle risorse idriche sotterranee – si legge in una nota di UniTs -.  E ciò che emerso è il fatto che le precipitazioni invernali/primaverili, non solo quelle estive, sono molto importanti per la ricarica idrica dei terreni per la vite. Questo perché vanno a ricaricare suolo e sottosuolo e rappresentano una risorsa che viene sfruttata nel corso dell’estate. Quindi in tutti quegli anni come quello in corso in cui anche in inverno c’è carenza di precipitazioni ci si trova in una situazione di estrema criticità durante il periodo estivo.”

“L’estate appena passata – spiega Luca Zini, docente di idrogeologia all’Università di Trieste – è stata una delle più siccitose e con ripetute ondate di calore. Tutto ciò ha comportato un veloce esaurimento delle riserve idriche accumulate nel suolo mettendo in crisi tutti i vigneti. Questo ha comportato una riduzione nella produzione e contestualmente una diminuzione della qualità del prodotto in particolare in quei vigneti sprovvisti di impianto di irrigazione”.

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Come irrigare un vigneto: le sfide del futuro

Cambiamenti climatici, estati sempre più siccitose, fenomeni intensi: quali sono le nuove sfide della viticoltura e che cosa si può fare per una migliore gestione delle risorse idriche in vigna?

“In futuro, visti i cambiamenti climatici in atto, ci sarà sempre più bisogno d’acqua per mantenere gli standard di qualità. E il monitoraggio del regime delle precipitazioni invernali/primaverili può darci indicazioni sulla criticità dell’estate successiva – continua Zini -. E quindi permetterci già durante la primavera di programmare strategie differenti per andare incontro alle necessità delle coltivazioni”.

Tra il 2020 e il 2022 il gruppo ha effettuato diversi monitoraggi che hanno permesso di analizzare numerosi campioni di suolo. Quello che è emerso è che l’acqua necessaria per irrigare un vigneto può, in alcuni casi, essere anche esigua, se data nei momenti giusti.

“L’estate 2022 – aggiunge Luca Zini – ha evidenziato che la produzione può essere mantenuta anche con un certo livello di stress idrico nella vite. Minimi quantitativi d’acqua forniti al vignetonei momenti giusti permettono di tenere alta la produzione e gli standard di qualità. Nel futuro ci dovrà perciò essere sempre più sinergia tra il mondo della ricerca, che sta sviluppando modelli che permettono di pianificare i quantitativi minimi di irrigazione indispensabili alle viti e le usuali pratiche agricole messe in atto dai viticoltori. In questo modo si verrà incontro all’ambiente risparmiando la risorsa idrica e alla produzione mantenendo vini di alta qualità”.

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Come i cambiamenti climatici influenzano l’agricoltura: il caso vino

Quello della corretta gestione delle risorse idriche in vigna è un esempio delle nuove sfide che i produttori devono affrontare. Il legame tra cambiamenti climatici e vino è, infatti, sempre più forte e mette l’intero settore nelle condizioni di dover pensare a nuove modalità di lavoro. Anche più sostenibili.

Uno degli interrogativi che alcuni si pongono è se il cambiamento climatico cambierà il gusto del vino. Un’indagine della BBC ha interpellato gli esperti di Bordeaux e California per capire se e come i cambiamenti climatici stanno modificando i loro prodotti. Interessanti le risposte e i risultati emersi.

Tornando nel nostro Paese, invece, la siccità e il grande caldo dell’estate appena trascorsa hanno portato a una vendemmia 2022 in Italia in anticipo. In gran parte della Penisola, infatti, si è cominciata la raccolta prima rispetto agli anni precedenti. In calo, in alcune zone, la quantità; tiene, invece, la qualità.

In alcuni casi, però, la sfida si tramuta in opportunità.  Uno studio pubblicato sulla rivista di scienze della viticoltura OENO one e riportato dal Times, infatti, ha mostrato come i vini rossi inglesi potrebbero crescere proprio come conseguenza dei cambiamenti climatici. Con l’aumento delle temperature medie nell’isola di Sua Maestà, infatti, alcune varietà potrebbero adattarsi meglio, mentre altre sarebbero in grado di fornire risultati migliori.

 

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