Frodi enologiche: è il turno della Falanghina e dell’Aglianico beneventano

Dopo l’ultimo sequestro di 80 mila bottiglie, Coldiretti Campania chiede lo stop al segreto sui flussi commerciali dall’estero.

falanghinaE’ stato prima il turno del Brunello, poi del Morellino di Scansano. Adesso è la volta di Falanghina ed Aglianico beneventano. In tempo di crisi le frodi enologiche sono più che raddoppiate, per toccare un primato in negativo in questo 2014.

La Guardia Forestale, su mandato della Procura della Repubblica, ha infatti provveduto al sequestro di circa 80.000 bottiglie (di cui 40.000 sul territorio romano) di vino illecitamente distribuite su tutto il territorio nazionale, provenienti dalla Bulgaria.

Grande soddisfazione da parte di tutti gli organi dello Stato e di Coldiretti che ribadiscono l’efficacia delle misure di controllo adottate dall’Italia per far fronte ad un crimine che penalizza i viticoltori che lavorano in modo onesto attenendosi strettamente a regole e disciplinari e che frodano il consumatore ultimo che, poichè dotato di ridotta capacità di spesa, è ovviamente attratto da etichette a buon mercato.

Il commento a caldo di Coldiretti Campania, di sentito elogio nei confronti delle forze dell’ordine, è comunque proposito di un miglioramento nei controlli: ” L’opera delle forze dell’ordine sarebbe, comunque, più facile se fosse finalmente applicato lo stop al segreto sui flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’ estero”.

Le contraffazioni agricole sono, da sempre, ma con un preoccupante incremento negli ultimi anni, uno dei problemi principali del Made in Italy e, in particolar modo, del Made in Campania; Coldiretti, sensibile oltremodo al tema, aveva già ampiamente esposto il problema in occasione della Convention tenutasi nella primavera di quest’anno, durante la quale il Presidente della Giunta Regionale, Stefano Caldoro, aveva annunciato l’adesione della Regione Campania all’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, la Fondazione messa in piedi da Coldiretti a contrasto delle Agromafie.

Sempre nella stessa sede, si erano portati avanti una serie di provvedimenti per la sburocratizzazione  e lo stanziamento di 50 milioni di euro per promuovere strategicamente l’agricoltura tipica regionale.

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