Francobolli “vino di Russia”: arriva la tutela per i produttori vinicoli federali

Arrivano i francobolli “vino di Russia”. In Russia i viticoltori e produttori di vino potranno etichettare i loro vini con francobolli speciali federali che hanno la dicitura ufficiale “vino di Russia”. Questa possibilità è riservata solo ai membri dell’associazione dei viticoltori e dei produttori di vino, ovvero l’OAD. Infatti, così come deciso dal Ministero delle finanze russo a inizio marzo, sono stati emessi 3 francobolli federali “vino della Russia” per spumanti, vini, vini liquorosi realizzati con uve coltivate in Russia.

I vini etichettati però, devono rientrare anche in alcuni standard di qualità legati alla vinificazione. Si tratta di un grande passo avanti per il mercato dei vini rossi da sempre caratterizzato dalle importazioni – basti pensare all’export di vino italiano in Russia – che finalmente ha una sua identità molto più marcata e, soprattutto, tutelata. Scopriamo insieme come questa decisione del Governo Russo cambierà la produzione del vino del Paese e qual è la novità introdotta dal Ministero federale competente.

Francobolli “vino di Russia”, la novità

Da inizio marzo 2023, il Governo federale della Russia attraverso il Ministero delle finanze, ha annunciato di aver approvato l’erogazione di 3 francobolli federali con la nomenclatura ufficiale “vino della Russia”. Questi francobolli sono da porre su vini liquorosi, spumanti e vini classici prodotti dai vitigni della Russia. Tutti questi vini realizzati con uve coltivate nel territorio federale, rientrano negli standard di qualità e nelle procedure di vinificazione decise dal Ministero competente.

I francobolli saranno forniti ai produttori locali che rispettano tali requisiti. I timbri, in pratica, saranno erogati ai produttori membri dell’OAD, cioè l’associazione nazionale che raggruppa i vinificatori e viticoltori della Russia.

L’obiettivo del Ministero delle finanze, che ha emesso questi francobolli ad inizio marzo, è quello di realizzare certificare e tutelare i propri vini, soprattutto ora che il mercato risente molto dell’influenza della guerra e dall’embargo avuto dall’Unione Europea sulle bottiglie più prestigiose. Conseguenze che interessano anche il rapporto tra Russia e vino italiano.

Ogni francobollo serve a certificare l’origine russa delle uve usate per fabbricare questi prodotti e immetterli nel mercato.

Chi sono i produttori di vino in Russia

Passando all’ultimo rapporto realizzato nel 2017 sui vini russi, in realtà, viene fuori che la produzione nel Paese è molto più diffusa di quello che si potrebbe pensare. Alcune aziende russe del comparto sono di grandi dimensioni. Parliamo di realtà con centinaia o migliaia di ettari di proprietà coltivati in maniera meccanica. Oltre a queste società così grandi, vi sono anche i cosiddetti “vini dei garagisti”, cioè coloro che lo producono senza licenza di vendita da parte dello Stato, che sono sempre di più.

Queste persone, in realtà, non hanno l’autorizzazione per vendere i propri vini. Se rientreranno per standard nell’OAD, di fatto grazie ai nuovi francobolli, tutte queste persone rientrano nelle categorie di produttori in maniera ufficiale. Alla fine sarà possibile certificare il vino se proveniente da uve coltivate nel territorio federale.

Quali sono le varietà di uva russa più usate per la produzione dei vini federali

Quali sono le migliori varietà di uva diffuse in Russia? I principali vini prodotti nel territorio federale sono quelle realizzate con la qualità di uva “Krasnostop Zolotovskij”. Questa antica varietà di uva è tradizionalmente coltivata nella regione del fiume Don. Cioè il territorio che si trova nella Russia del Sud. I vini realizzati con questa varietà sono scuri, di color rubino e con sfumature viola. Hanno anche un retrogusto di prugne, ciliege, pepe nero, marmellata, con un tono di eucalipto.

Un’altra varietà molto apprezzata è il Kokur, probabilmente portata in Crimea dai greci. Secondo alcuni studiosi sarebbe stata portata in Russia dall’isola di Corfù, nel XII-XIV secolo. Chiamata anche “uva bianca lunga” si presenta con un colore giallo-verde e ha un contenuto di zucchero al 24%. I vini prodotti con il Kokur hanno una consistenza rigogliosa, un’acidità piacevole e rinfrescante. Presentano anche un aroma vagamente fruttato.

Vi sono anche queste altre varietà che vale la pena provare:

  • Sary Pandas, anche questa di origine greca, introdotta in Crimea. Si presenta con chicchi verde chiaro e giallastri come sfumatura. Ha un contenuto di zucchero del 27% e permette di realizzare vini con un’ottima acidità e con aromi di miele;
  • Sibirkovy, che permette di realizzare un vino bianco fresco ed estivo. Questa specie di uva fu portata in Russia dalla Moldavia e dall’Ucraina, ha un contenuto di zucchero del 22-27%. I vini hanno un aroma di erbe che si intreccia con note fruttate;
  • Tsimlyanskij Nero, vitigno autoctono che cresce nella valle del fiume Don e nel territorio di Stavropol. È meno frequente – ma presente – nel Caucaso del Nord. Questa varietà assorbe rapidamente lo zucchero, ma l’acidità ne risente. Spesso quest’uva viene mescolata con varietà di uve acide per offrire al vino un maggior equilibrio di sapori. Tale tipo di uva è usato per fare vini spumanti e rossi.

Come cambia il mercato russo con l’emissione dei francobolli per i vini federali

Con l’emissione dei tre francobolli recanti la dicitura “vini della Russia”, il mercato federale è destinato a cambiare. Infatti, il fatto di tutelare le produzioni fatte con uva coltivata sul territorio federale, mira proprio a cercare di fortificare il settore specie dopo quanto sta accadendo a seguito della guerra tra la Russia e l’Ucraina.

La Russia vuole farsi le spalle forti dopo l’embargo da parte dell’Unione Europea per le bottiglie di vini pregiati. In più, il Governo vuole cercare di chiudere sempre più i confini dipendendo, anche nel settore vino, molto meno dall’Occidente, oramai nemico politico.

Questi bollini di qualità adesso, quindi, serviranno a tutelare tutte le categorie di vini rossi, bianchi, rosati, classici e non. Una vera conquista per i produttori dell’Est.

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