Francia, tra dazi Usa e Covid-19 l’export fatica

Secondo il quotidiano Le Monde, nei primi 5 mesi del 2020, l’export del vino francese ha registrato un calo del -26% rispetto allo scorso anno. Meno 59% verso gli Usa nel solo mese di maggio. E ora si attende di sapere cosa Trump deciderà sui dazi

Anche il vino francese soffre. E a pesare, non sono soltanto le conseguenze post-lockdown. Il quotidiano Le Monde riporta i dati della Fédération des exportateurs de vins et spiritueux de France (FEVS), secondo la quale, nei primi cinque mesi del 2020, l’export dei vini francesi ha registrato un calo del 26%. Numeri ancora più preoccupanti se si tiene conto del solo mese di maggio, dove l’asticella scende fino al -45%.

Le ragioni, come spiega ancora Le Monde, sono diverse. Innanzitutto, l’emergenza Coronavirus, con la chiusura del settore Horeca e il blocco del traffico aereo – e, di conseguenza, dei suoi negozi duty-free.

Ma segnali di difficoltà si registravano già prima del lockdown, con la decisione da parte del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di tassare diversi prodotti in arrivo dal Vecchio Continente. Così – continua Le Monde – tutte le bottiglie di Bordeaux, Borgogna o Rosé sono andate incontro a una tassazione del 25% al momento dell’entrata negli USA. Un duro colpo, considerando che – per la Francia come per l’Italia – quello a stelle e strisce è uno dei mercati più importanti.

Ora, il mondo del vino francese attende con ansia la metà di agosto, quando la Casa Bianca deciderà se estendere o meno i dazi per altri sei mesi. La ripartenza dell’export rosso bianco e blu dipende anche (e molto) da questo.

 

 

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