Fondi Ocm e Consorzi: l’esempio delle Marche

Le Marche presentano la propria campagna di promozione 2014-2015. Con la regia dell’Imt

OCM PER TUTTI?
La materia dei fondi Ocm per il vino è spesso oggetto di discussione e richieste di revisioni. L’anno scorso, per l’attività di promozione nei Paesi terzi, sono rimasti inutilizzati 16 milioni di euro dei 102 milioni disponibili: non è un’enormità, ma pur sempre un dato indicativo di una carenza, forse anche di adeguata informazione, soprattutto da parte delle Regioni (proprio queste ultime hanno fatto registrare infatti il 20% di risorse inutilizzate, a differenza di quelle gestite dallo Stato, andate in overbooking di richieste).

Marche: il grafico della destinazione fondi Ocm vino 2014-2015
Marche: il grafico della destinazione fondi Ocm vino 2014-2015

L’ IMT
In questo panorama, l’esempio dell’ Istituto Marchigiano di Tutela Vini è uno dei più virtuosi.
Il maxi Consorzio, che con 800 soci esprime il 90 % dell’export complessivo della regione, si appresta a investire oltre 2,8 milioni di euro per la campagna di promozione 2014-2015 nei Paesi terzi ed extra UE; saranno coinvolte tutte le 16 denominazioni. Non solo Verdicchio ma anche e soprattutto produzioni più piccole, come la Lacrima di Morro d’Alba e la Vernaccia di Serrapetrona.

Il Direttore dell'Imt Alberto Mazzoni tra Fede e Tinto
Il Direttore dell’Imt Alberto Mazzoni tra Fede e Tinto

IL PROGETTO
Si chiama “Marche Top Wines” e partirà il 16 ottobre, snodandosi attraverso partecipazioni a fiere internazionali, attività di marketing expertice, workshop e tastings, incoming in azienda in Paesi chiave per l’export. Quali? Primi fra tutti gli Usa (da soli assorbono il 35% del budget); seguono a ruota Cina e Hong Kong, Canada, Giappone, Sud Est Asiatico, Sud America, Norvegia, Svizzera. Il Direttore Alberto Mazzoni fa sapere: “Dal 2009 ad oggi abbiamo investito in promozione oltre 4,4 milioni di fondi Ocm, di cui la metà a carico dei nostri produttori. Dopo gli Usa, che valgono circa il 60% del nostro export, ora guardiamo a Oriente. Vogliamo conquistare posizioni attraverso un’adeguata conoscenza del nostro prodotto, che vanta anche un ottimo rapporto qualità-prezzo”.
Per muoversi bene nell’export, tra fondi da sfruttare e burocrazie da interpretare, non si improvvisa: serve una regia che supervisioni e comunichi tanto con l’interno (i produttori) quanto con l’esterno (i mercati esteri). Pare proprio che questa regia le Marche l’abbiano trovata.

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