Federazione imprese biologiche: al via a giugno

La collaborazione tra UIV e Federbio porterà alla nascita di UIVbio, Federazione imprese biologiche

La data prevista per la nascita della Federazione imprese biologiche (UIVbio) è il mese di giugno e suggellerà la fase due della preesistente collaborazione tra Unione Italiana Vini e Federbio.

Scopo della collaborazione è quello di ricercare le dinamiche virtuose e i miglioramenti possibili per il fenomeno del vino bio in Italia ricercando un’attiva collaborazione con le istituzione per attivare programmi specifici di promozione.

La collaborazione nasce per favorire un sistema di qualità regolamentato a livello europeo che da tempo rappresenta una opportunità per la viticoltura italiana sui mercati interno e internazionali.

Gli obiettivi principali della Federazione imprese biologiche sono:

  • integrazione dei percorsi della certificazione biologica con ulteriori aspetti della sostenibilità
  • risoluzione di criticità ancora non superate (es. l’annosa questione del rame)

“Rilanciare le attività del protocollo tra UIV e FederBio è un segnale particolarmente importante in un momento in cui si rischiano contrapposizioni sugli approcci alla sostenibilità – afferma Maria Grazia Mammuccini, presidente FedeBio- Il vino biologico rappresenta un’opportunità per la viticoltura italiana sui mercati, sempre più attenti alla sostenibilità, soprattutto in un contesto più generale di forte crescita delle esportazioni di prodotti biologici Made in Italy. La viticoltura bio cura la fertilità del suolo, la biodiversità e non utilizza sostanze chimiche di sintesi e per questo ha un ruolo centrale all’interno del processo di transizione ecologica verso un’agricoltura sempre più sostenibile. Tali valori uniti all’identità territoriale delle denominazioni d’origine possono contribuire a rafforzare ulteriormente il settore vitivinicolo del nostro Paese anche attraverso specifiche iniziative di promozione e comunicazione”.

D’altra parte è stato lo stesso Lamberto Frescobaldi, neoeletto presidente UIV, in un’intervista a I Grandi Vini di pochi giorni fa, a sottolineare come il tema sostenibilità sia uno dei primari obiettivi che l’unione si pone in agenda.

“La partita delle priorità sarà giocata sui campi della sostenibilità, della riorganizzazione delle Dop…L’Italia ha un assist importante che è dato dalla norma unica nazionale sui vini sostenibili, appena varata dal Ministero delle Politiche agricole. Vogliamo dare una risposta seria ai nostri consumatori e alle nostre campagne e – sin dalla prossima vendemmia – certificare i vini sostenibili anche con un marchio di riconoscimento, sul modello neozelandese”.

Viticoltura biologica in Italia: i dati

In ambito vitivinicolo il comparto bio ha un peso altissimo in relazione al totale dei vigneti.

Stando al report Mipaaf – Ismea, nel 2020 ben 4 bottiglie di vino su 100 portavano con sé l’indicazione “biologico”. Un’incidenza che si aggira tra le 17,5% e il 19%.

“Sul versante produttivo – si legge nel report – nella campagna 2019-2020, le circa 870.000 tonnellate di uva prodotte hanno dato origine a 2,2 milioni di ettolitri di vino biologico, corrispondenti al 4,6% della produzione enologica nazionale”.

In Italia sono oltre 18 mila i viticoltori bio ai quali si aggiungono tutti gli altri attori della filiera. Un totale di operatori del settore vitivinicolo biologico prossimo alle 25.000 unità.

 

 

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