Fatturato vino italiano 2021, stime in salita: guidano export e consumi interni

Le previsioni per il fatturato del vino italiano nel 2021 fanno ben sperare. A dirlo è Coldiretti, in occasione della diffusione dei dati Assoenologi-Ismea-Uiv riguardo la vendemmia in corso. A guidare la ripresa, l’export e i consumi interni, ma anche il settore Horeca, che in estate ha fatto registrare un buon rialzo. Sull’argomento vendite e stime per il futuro sono intervenuti anche i principali esponenti di Ismea e Uiv durante l’incontro tenuto ieri, guardando con positività all’entrata nei mercati della nuova annata in preparazione.

Il fatturato del vino italiano 2021 stimato a 11 mld: i dati di Coldiretti

“Con la riapertura della ristorazione in tutto il mondo e la ripresa delle esportazioni di vino, si stima un fatturato superiore agli 11 miliardi per il vino italiano nel 2021 – si legge in una nota di Coldiretti -. Un fatturato raggiunto grazie all’aumento dei consumi interni e delle esportazioni. L’Italia nonostante le difficolta dell’anno del Covid resta leader mondiale davanti a Spagna e Francia”.

Buone anche le notizie che arrivano dalle previsioni per la vendemmia 2021, che sarà poco generosa per la quantità, ma ottima per la qualità.  “Dalla vendemmia in Italia si attiva un sistema che offre opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone. Sia quelle impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia quelle impiegate in attività connesse e di servizio” spiega il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

fatturato vino italiano 2021

L’importanza dell’export per il vino italiano

Le esportazioni di vino italiano hanno tenuto nel 2020 nonostante il Covid. E ora, fanno registrare numeri in salita. Un aspetto sottolineato anche da Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, durante l’incontro di ieri.

“Questa, che potremmo chiamare la vendemmia del rilancio, si presenta in un quadro positivo. Quadro che ci aiuta a proseguire l’entusiasmante sviluppo del vino italiano sui mercati internazionali. Segnali di forte crescita si registrano per l‘export del vino italiano nel primo semestre 2021 su tutte le principali piazze”. Bene, infatti, Canada (+13%), Svizzera (+19%) e Giappone (+2%), ma anche l’export di vino italiano verso gli Usa , con +18% valore. Forti rimbalzi si registrano persino verso Oriente, in Russia e Cina. Positivi, infine, nonostante le difficoltà legate alla Brexit, anche i numeri dell’export di vino italiano verso UK.

“Sono dati positivi – continua Abbona – che devono spronarci a fare ancora di più e meglio. Anche per aiutarci a verificare sul mercato la possibilità di trasferire, almeno in parte, il fisiologico rialzo dei prezzi che subirà il vino a causa di una quantità di uva minore rispetto allo scorso anno e di ottima qualità”.

Fatturato vino italiano 2021, bene le vendite domestiche

E poi c’è il mercato interno. Tra le “rivoluzioni” più significative per il settore post Marzo 2020 c’è stato sicuramente il boom delle vendite di vino online. Ma anche i numeri in crescita della GDO.

Come sottolineato da un recente studio di Area Studi Mediobanca, l’Ufficio Studi di SACE e Ipsos, uno dei trend del mercato del vino italiano 2021 è sicuramente l’e-commerce. +74,9% le vendite sui portali web di proprietà, +435% per le piattaforme online specializzate, +747% i marketplace generalisti. E le aziende del vino si sono adattate, realizzando canali specializzati dove comprare vino online e investendo sulla loro presenza all’interno dei social.

“Il vino è uscito a testa alta dalla prova del Covid – ha affermato durante l’incontro di ieri Fabio Del Bravo, responsabile Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale Ismea -. Quello che all’indomani dello scoppio della crisi pandemica si preannunciava come uno dei comparti più colpiti, per via della sua forte esposizione verso il circuito dell’Horeca e i mercati esteri, ha invece dimostrato una straordinaria capacità di adattamento. Senza voler sottostimare le difficoltà finanziarie affrontate da tante aziende, va evidenziato come la crisi abbia fornito alle cantine italiane uno stimolo straordinario all’innovazione digitale. E anche alla diversificazione dei canali commerciali”.

Buoni anche i numeri delle vendite di vino italiano nella GDO e dei consumi interni, con dati in continua crescita a partire dal primo lockdown.

“Il buon andamento registrato delle vendite domestiche di vino favorisce l’ottimismo fornendo un chiaro segnale del maggiore orientamento dei consumatori verso la qualità – continua Del Bravo -. La campagna in corso, su livelli più bassi in termini quantitativi ma verosimilmente con uve di ottima qualità, sembra quindi poter ben accompagnare il percorso verso la Premiumisation che sta negli ultimi tempi interessando la domanda nazionale e internazionale di vino”.

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Il vino italiano attende la normativa sulla sostenibilità

Tra gli argomenti toccati durante l’incontro di ieri, anche quello che lega vino e sostenibilità. In particolar modo, il vino italiano attende l’approvazione del Decreto Sostenibilità. Decreto che dovrebbe rendere l’Italia il primo paese che si doterà di uno standard pubblico sostenibile per il settore vitivinicolo.

“Per quanto concerne la sostenibilità – ha dichiarato Abbona – in attesa dell’approvazione entro fine settembre del decreto che definirà lo standard unico e il logo sulla sostenibilità nel vino, cogliamo l’opportunità per sollecitare nuovamente il ministro Patuanelli a definire una chiara roadmap verso l’attuazione della normativa fortemente attesa dal settore”.

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