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Pòllera, Durella e Luadga, ma anche Marinello, Monfrà e Morone. Per vini più unici che rari. Che infatti avevano colpito un certo Veronelli…

Che l’Italia sia terra di autoctoni è cosa nota. E che in Toscana, oltre ai vitigni internazionali e al Sangiovese che vi regna principe, ci siano bacche locali come Canaiolo, Colorino, Mammolo è altrettanto risaputo. Ma se pensate che sia tutto qui, vi sbagliate.

Web 4Fattoria Ruschi Noceti è infatti un vero e proprio scrigno di autoctoni “minori”, un museo a cielo aperto che conserva nei vigneti uve ormai dimenticate, un tempo comuni in Lunigiana ma accantonate poi a favore di varietà più richieste. Francesco, Carlo e Maria Luisa Ruschi, che guidano oggi l’azienda, non si sono però fatti intimidire dalle mode e hanno continuato per la loro strada. Una scelta, questa, che si è rivelata vincente, non solo nei confronti del mercato ma anche della grande critica enologica italiana.

Tra i vari riconoscimenti ottenuti vanno infatti menzionate le due segnalazione, nel 2003 e nel 2006, tra i soli” della guida di Veronelli il quale, a dimostrazione di grande apprezzamento, si inginocchiò – prima ed unica volta nella sua vita, come egli stesso raccontò in un articolo apparso sul Corriere della Sera – di fronte ad un bicchiere di passito di Pòllera casualmente assaggiato al Bancarelvino del 2003.

Proprio la Pòllera, anche se non nella versione passita ma in quella secca, sarà presente in assaggio all’Anteprima Vini della Costa, di scena questo weekend al Real Collegio di Lucca. Si tratta di un Igt “Val di Magra” Rosso, annata 2010, le cui uve vinificano con rimontaggi e délestage e che invecchia per circa un anno e mezzo per metà in tonneau e per metà in acciaio. Gli ulteriori dodici mesi in bottiglia permettono alla Pòllera di rivelare la propria vibrante personalità, il frutto importante, il sorso piacevole dove l’alcol e la morbidezza sono bilanciate da una freschezza ottenuta grazie alle intense escursioni termiche dei vigneti.

web3L’allevamento delle viti è infatti concentrato nella zona denominata “La Costa” sovrastante Pontremoli, le cui pendenze hanno permesso all’azienda di ottenere la medaglia d’argento per il Pòllera 2008 da parte del Cervim, il Centro per la Viticoltura Montana.

Il compito di rappresentare gli autoctoni bianchi di Fattoria Ruschi Noceti all’Anteprima spetterà invece l’Igt Val di Magra “Quasi 8” 2014. Ottenuto dal 60% di uve Durella – non l’omonima veneta ma una varietà presente da tempo immemore in queste zone – e 40% di Luadga sottoposte a macerazione pellicolare per 48h con temperatura controllata, il “Quasi 8” viene vinificato in bianco e permane prima in acciaio e poi in bottiglia per otto mesi.

La ferma convinzione che dalle uve autoctone sia possibile produrre vini di qualità ha convinto i Ruschi Noceti ad ospitare, in comune di Mulazzo, in località Piano di Busatica, presso la Villa Pavesi, un vigneto collezione di uve lunigianesi sulle quali sta compiendo interessanti studi l’Università di Pisa. Dal compimento di questi studi nasceranno le linee conduttrici per la viticoltura della Lunigiana dei prossimi anni.

 

Fattoria Ruschi Noceti

Piazza della Repubblica 1 – Loc. Santa Giustina

54027 Pontremoli (LU)

Tel. +39 0187 830153

Fax +39 0187 832466

fr.ruschinoceti@gmail.com

www.villapavesi.com

 

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