EXPORT VINO: MADE IN ITALY IN COSTANTE CRESCITA, MA TROPPO ANCORATO AI MERCATI STORICI

Quello del vino è considerato uno dei settori del made in Italy con il maggiore potenziale di crescita dell’export, per questo a Wine2Wine, l’appuntamento per la formazione, l’informazione e il networking della filiera del vino, sono stati numerosi gli incontri dedicati ai mercati esteri e alle diverse normative che ne regolano i rapporti.
In 10 anni il trend export del vino italiano è cresciuto in valore tre volte più della media dell’intero manifatturiero, nonostante questo però non mancano le contraddizioni interne: il made in Italy risulta troppo ancorato ai mercati storici come Usa, Germania e Regno Unito, lo rivela l’analisi realizzata da Nomisma-Wine Monitor che traccia un profilo del fenomeno. Nell’ultimo decennio il settore vinicolo ha incrementato il proprio export del 74%, ma gli aspetti critici si fanno comunque sentire, come la recente perdita, a favore della Francia, del primato in valore negli Stati Uniti, o la debolezza in Cina e in quasi tutti i mercati emergenti.
In occasione del talk show “Vino italiano: bianco o nero?”, a cui hanno partecipato Matilde Poggi, presidente Federazione italiana vignaioli indipendenti, Ruenza Santandrea, coordinatrice vino Alleanza delle cooperative settore Agroalimentare, Sandro Boscaini, presidente Federvini e Ernesto Abbona, presidente Unione Italiana Vini, sono emerse contraddizioni, punti critici e proposte concrete sulla questione, strategie e progetti per supportare la filiera e per favorire la crescita di una community del vino.

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